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Rilanciamo lo sviluppo del Comprensorio Sabatino

I diversi problemi evidenziati dall’incontro di sabato scorso su difficoltà e sfide del comprensorio a ridosso di Anguillara, Bracciano e dei paesi limitrofi, saranno una delle prorità della prossima Giunta Polverini e dei consiglieri UDC.

E’ importante riconsegnare a questa zona infrastrutture e servizi che rispondano alle esigenze dei cittadini e delle famiglie che abitano qui e che vogliono continuare a farlo crescere e sviluppare, come merita, seguendone la vocazione principalmente turistica.

Una sanità più capillare e vicina ai cittadini significa riqualificare l’ospedale di Bracciano, offrire i presidi di territorialità per assistere i cittadini in maniera comoda e tempestiva e ridurre il pendolarismo per casi meno gravi e prevedere un servizio di farmacia notturna per il comprensorio.

Occorre riprogettare, ascoltando le reali esigenze dei cittadini, la rete di collegamenti interni e quelli con la capitale, evitando le congestioni di traffico e ricostruendo una viabilità più scorrevole e sicura.

Il Comprensorio Sabatino deve riuscire a cogliere le sfide del futuro puntando proprio sulla sua importante e sotto utilizzata vocazione turistica. Tutto il territorio del Parco Naturale deve ancora vedere il suo pieno sviluppo e utilizzo, occorre pensare in maniera complessiva dei programmi per trasformare questo vero e proprio “petrolio” di cui si dispone,  in una ricchezza che porti benefici a tutta la popolazione.

Riorganizzare il turismo significa prevedere una serie di interventi, che uniscono quelli già citati, improntati a far sì che chi si trova a visitare Roma, possa allungare il proprio itinerario verso questi luoghi così ricchi di reperti storici, di risorse culturali e paesaggi e risorse naturali suggestive.

A questi turisti, però, occorre assicurare un servizio di alto livello, vanno perciò favoriti insediamente alberghieri in tutto il comprensorio, favorire lo sviluppo di servizi e puntare sulla formazione per i ragazzi, così che un servizio qualificato possa attirare una clientela sempre più ampia e dare un impulso all’occupazione e agli affari.

Quello che serve, dunque, al consorzio sono soluzioni di buonsenso che rispondano realmente alle esigenze dei cittadini e coniughino la vocazione turistica con le prospettive di sviluppo del mercato.

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Prevenire l’usura stando vicino a famiglie e imprese

Prevenire l’usura stando vicino a famiglie e imprese

Incontrando gli amici dell’Airp, l’associazione che da anni si occupa di dare sostegno e forza alle famiglie e alle imprese che sono cosiddette ” a rischio usura” o che hanno ceduto agli usurai e hanno trovato il coraggio di denunciare, si capisce subito che un fenomeno come questo è diffuso ed è drammaticamente presente proprio accanto a noi.

Aldilà dei numeri, che restano alti, che vedono le famiglie della provincia romana tra quelle più indebitate e più a rischio per la stretta creditizia operata dalle banche. Aldilà delle notizie sullo sforzo virtuoso operato dalle forze dell’ordine, proprio in febbraio è stata sgominata una rete di cravattari che imperversava nella zona dei Castelli Romani, grazie alle denunce dei cittadini e imprenditori vessati.

Aldilà di tutto questo c’è bisogno oggi di ascoltare e conosce le storie delle persone coinvolte per comprendere le cause e assumere degli impegni responsabili e tempestivi perché le famiglie e le imprese possano, proprio in un momento delicato come questo in cui la ripresa è un treno che ancora non è stato agganciato completamente, non debbano più sentirsi sole davanti alle difficoltà.

Affrontare il tema dell’usura, prevenendo le cause, significa impostare un sistema che sollevi le famiglie dalle spese che ogni giorno sono chiamate ad affrontare. Significa applicare concretamente il quoziente famigliare, attraverso un sistema di sgravi fiscali sull’IRPEF regionale che è la più alta d’Italia, assicurare una sanità e una rete di servizi di assistenza per anziani e disabili capillare e gratuita, significa predisporre dei fondi di garanzia per le giovani coppie che vogliono acquistare casa, significa assicurare percorsi di formazione per i giovani e sostenere le idee imprenditoriali, anche con un forte coinvolgimento e utilizzo sistematico dei fondi europei.

Stare accanto alle famiglie significa dar loro modo di avere un più facile accesso a un credito flessibile nel momento del bisogno e la Regione può e deve farlo, ponendosi come garante e come mediatore con gli istituti bancari.

Per far sì che i piccoli e medi imprenditori non debbano ricorrere agli usurai per mantenere in vita la propria attività, per far sì che questi possano investire e creare nuovo mercato e nuove opportunità di lavoro, la Regione deve divenire garanzia di un sistema di credito che torna a investire sul territorio. Le istituzioni devono tornare a essere mediatori perché le grandi banche, che progressivamente hanno abbandonato il nostro territorio spostando i centri amministrativi e operativi altrove, in seguito alle acquisizioni di questi anni, tornino a dare fiducia e forza alle aziende locali.

Il tavolo sull’emergenza credito, che proponiamo nel nostro programma e per il quale vogliamo impegnarci da subito, vuole proprio  ridisegnare il sistema del credito per le famiglie e le aziende, trovando un punto di incontro perché il peso della crisi economica non gravi solo sui risparmiatori e perché gli investimenti necessari per agganciare la ripresa non siano preclusi alle tante realtà poduttive.

L’usura è un dramma sociale che va affrontato con coraggio e con una strategia complessiva e lungimirante, attaccando le cause perché non si riproduca e assistendo le famiglie e le imprese che ne sono vittime.

Solo questo può dare la giusta fiducia a chi deve denunciare, senza paura, gli abusi, consapevole di non essere solo, grazie all’aiuto di Associazioni come l’Airp e soprattutto con la presenza delle istituzioni che devono avere una maggiore sensibilità e chiarezza nelle decisioni.

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Il Credito e le infrastrutture per essere vicini alle piccole e medie imprese

Il Credito e le infrastrutture per essere vicini alle piccole e medie imprese

In un momento così delicato, in cui l’uscita dalla crisi economica mondiale si profila ancora debole e incerta,l’importante tessuto produttivo delle nostra regione, non va lasciato solo. Visitando in questi giorni due importanti aree industriali della nostra provincia, il Comprensorio di Roma Nord e la zona di Pomezia, si possono cogliere problemi e sfide comuni, che vanno affrontati insieme, la Regione come guida strategica accanto alle piccole e medie imprese che proprio ora devono trovare un sostegno chiaro e deciso. Guardando alle imprese, i dati attuali tracciano uno scenario che vede: • Aumento del costo delle materie prime. • Difficoltà finanziarie per piccole e medie imprese. • Contrazione di ordini sul mercato interno con conseguente diminuzione del fatturato. • Difficoltà di accesso al credito. • Riduzione di manodopera ed ore lavorate. • Incremento dei ricorsi alla cassa integrazione: ordinaria, straordinaria, in deroga. La chiusura di una impresa e’ un danno economico e sociale, dobbiamo agire in maniera decisa e tempestiva per non perdere queste sfide. La crisi è stata dura, molti hanno ceduto, producendo non solo un danno economico, ma un danno sociale. Non dimentichiamo che dietro ogni attività che chiude o passa seri periodi di difficoltà, ci sono, oltre alle perdite economiche, perdita di lavoro, quindi famiglie in difficoltà, c’è un impoverimento del tessuto sociale, con il rischio di abbandonare questi luoghi e pregiudicarne lo sviluppo futuro. Il consorzio di Roma Nord, per esempio, ha visto , specie negli ultimi anni, una considerevole crescita, fino a raccogliere oltre 200 aziende e 2.000 occupati che spaziano in diversi settori. La ricchezza di questa realtà è la presenza di artigiani e industrie, imprese commerciali e per i servizi, imprese a raggio locale e quelle di respiro internazionale. Abbiamo una realtà produttiva di estrema importanza per tutto il territorio regionale, ora dobbiamo sostenere questo tessuto rendendo tutta l’area efficiente anche con l’apporto di infrastrutture e servizi, che vadano dai collegamenti ai servizi quali quelli postali, un presidio medico, delle forze di sicurezza. Le aziende che si sono insediate in quest’area, spesso, non hanno usufruito di alcuna agevolazione, sostenendo oneri di insediamento rilevanti, è pertanto compito delle istituzioni assicurare almeno le migliori condizioni per mantenere qui il loro lavoro. Le istituzioni devono impegnarsi concretamente per sostenere queste realtà con un sistema infrastrutturale adeguato per non soffocare le imprese esistenti e per attirare nuovi investimenti e nuove imprese su questo territorio. Un’azienda e i suoi lavoratori devono trovare “comodo” e vantaggioso portare, spostare e mantenere le loro aziende sul territorio regionale. Ma come si può pretendere questo da imprenditori e lavoratori se oggi sembra impossibile potenziare la rete elettrica o accedere alla banda larga? Sono servizi divenuti essenziali per lo sviluppo, non possiamo continuare a procrastinare un impegno concreto e una progettazione complessiva e sistemica di questi servizi. È fondamentale, poi, sostenere le imprese con una nuova cultura del credito per aiutare le aziende in difficoltà a sopravvivere e mantenere il livello occupazionale, per favorire gli investimenti su ricerca e tecnologia per aiutare queste aziende alla competizione internazionale e per aprire a nuovi poli, magari guidati da giovani brillanti che possano sviluppare le loro idee e proporre nuove produzioni anche per questo territorio. Dobbiamo anche farci carico di offrire una maggiore conoscenza e formazione alle Imprese in materia di credito per creare una nuova cultura in merito. Alcuni studi recenti del Consiglio Regionale dell’Economia e del Lavoro del Lazio, hanno prodotto l’idea di una “Scuola di formazione regionale sul credito”, che abbia come obiettivo la realizzazione di un progresso sociale attraverso il contributo di tanti e diversi attori. Questa formazione diventa fondamentale, per esempio, per accedere ai fondi messi a disposizione dall’Europa. Questi soldi ci sono e noi dobbiamo mettere in grado le nostre aziende, i nostri ragazzi che vogliono creare nuove imprese di accedervi, senza perdere importanti occasioni, magari imbrigliati in formulari difficili da comprendere e compilare senza una preparazione specifica o, peggio ancora, in lungaggini burocratiche. Da tempo portiamo avanti l’idea dell’istituzione di un Tavolo per l’emergenza Credito, che miri a creare sinergie tra Enti Locali, Camere di commercio, Confidi, Istituti bancari, per rafforzare i fondi di garanzia, cercare di accelerare i tempi di pagamento della Pubblica Amministrazione e poter aprire gli Sportelli provinciali di “emergenza credito” a sostegno delle piccole e medie imprese. Le difficoltà del nostro sistema produttivo, le nostre piccole e medie imprese, dagli artigiani alle industrie, dalle ditte individuali a quelle di servizi, devono essere affrontate e la Regione deve divenire sostegno strategico attraverso un continuo dialogo per individuare necessità e bisogni e trovare le soluzioni possibili perché si possa vincere la sfida con il futuro e lanciare la nostra regione verso un futuro di sviluppo.

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Il litorale laziale al centro dello sviluppo della regione

Il litorale laziale al centro dello sviluppo della regione

Il litorale laziale ha moltissime potenzialità ancora oggi inespresse, per farlo diventare uno snodo importante della crescita e dello sviluppo del Lazio occorre programmare interventi sulle infrastrutture, sull’offerta turistica e rilanciare l’economia del mare.

I dati del Rapporto 2010 sullo sviluppo socio-economico del litorale laziale, pubblicati in questi giorni, disegnano uno scenario ambivalente e quasi in attesa. La popolazione cresce, negli anni dal 2003 al 2008, di oltre l’11% sfiorando il milione di persone, tra il 2005 e il 2007 il turismo è cresciuto del 23,6%. Dati che sembrerebbero incoraggianti se non fossero controbattuti da una situazione delle infrastrutture e dei servizi che non corrisponde alle esigenze e alle aspettative della popolazione e dell’economia locale.

Sono inadeguate, per efficienza e quantità, le infrastrutture di trasporto verso il mare, i collegamenti regionali e con i centri maggiori, il settore alberghiero, strutture e servizi. Il settore della nautica da diporto, per esempio, è ancora sotto dimensionato rispetto alle opportunità: l’industria navale non è riuscita a conquistare un ruolo strategico a livello internazionale e i posti barca sono del tutto insufficienti.

La progammazione è ancora carente e non riesce a soddisfare a pieno le richieste né, tantomeno, progettare uno sviluppo e una crescita futura.

Occorre ripensare in maniera complessiva tutto il sistema, con una più stretta collaborazione e programmazione, laddove possibile, tra i diversi enti e gli operatori, una sinergia tra pubblico e privato che dimensioni correttamente gli investimenti e collochi le risorse in un piano complessivo.

Valorizzazione dei centri culturali, delle bellezze naturali, tutela e promozione del paesaggio e dei centri marittimi, prevedere un’offerta specifica, dislocare servizi sul territorio e promuovere una formazione mirata afficnhè l’offerta turistica sia sempre più qualificata e attiri anche turisti provenienti da altre regioni e dall’estero, sono gli interventi di maggiore urgenza e che possono proiettare concretamente nel futuro.

Il turismo, può divenire, una vera e propria miniera d’oro per il nostro litorale, ma l’economia del mare può avere anche altri importanti settori di crescita. Oltre alla ricchezza e al lavoro che possono essere prodotti dall’investimento su infrastrutture, strutture alberghiere e sull”intera industria culturale, immagino anche al recupero e alla crescita di settori quali la cantieristica navale, come dicevo, o la pesca.

In questo settore occorre aiutare in maniera decisa gli operatori, oggi, in grave difficoltà. Basti pensare ai moltissimi pescatori che, nella zona di Torvajanica, sono impossibilitati a uscire con le barche a causa dell’avanzamento del mare, che ha “mangiato” le spiagge, e dalla mancanza di banchine e moli attrezzati per portare le imbarcazioni in mare.

Un grande sforzo da compiere è quello legato alla ridefinizione della rete per gli spostamenti, per agevolare i turisti. ma  soprattutto per venire incontro alle esigenze delle migliaia di cittadini che ogni giorno gravitano intorno ai centri più grandi, Roma in primis. Per questo i nostri punti fondamentali per la riqualificazione di questi territori riguardano la sistemazione e progettazione delle grandi vie di comunicazioni, Corridoio Tirrenico, da Fiumicino a Formia, in primo luogo, una rete metropolitana regionale, in aggiunta alle ferrovie regionali  e la “metropolitana del mare” .

La Regione deve farsi carico di questa programmazione complessiva, impegnandosi concretamente perché tutti gli interventi rientrino in un piano che riorganizzi il sistema e punti in maniera decisa sulle vocazioni e le opportunità che il nostro litorale può offrire, pensando ai turisti e ai residenti.

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