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Una Regione a misura di famiglia

Una Regione a misura di famiglia

L’adesione al manifesto “Una regione a misura di famiglia” è l’occasione per ribadire l’impegno che da sempre ci contraddistingue per la tutela e la promozione della fondamentale e più importante cellula della nostra società.

Il programma proposto dall’UDC per il Lazio segue due filoni: uno metodologico, che prevede di proporre programmi e azioni di riforma che affrontino in maniera complessiva e sistemica i cambiamenti necessari alla nostra Regione.

L’altro è di tipo concettuale e vede protagonista proprio la famiglia. Siamo profondamente convinti che quando si parla di una sanità di prossimità, di politiche per gli affitti, di nuova edilizia popolare e di un sostegno per chi deve onorare le rate del mutuo anche in momenti di difficoltà, si parli di famiglia.

Crediamo che quando parliamo di infrastrutture che aiutino la mobilità delle persone che si muovono ogni giorno per andare a scuola, lavorare, curarsi, si parla dei bisogni della famiglia e dei suoi componenti. Quando parliamo di fonti energetiche e ambiente, parliamo del futuro delle nostre famiglie.

Il nostro impegno su questi temi  è sempre stato costante, con la stessa Renata Polverini, abbiamo combattuto la battaglia per il quoziente famigliare: un aiuto concreto per le famiglie numerose, per permettere di difendere il loro reddito di fronte alla crisi, proponendo tariffe speciali, sgravi fiscali e voucher per l’educazione e l’assistenza dei figli così come degli anziani. Un’aliquota che corregga i parametri dell’Isee dando la  possibilità di aiutare in maniera concreta ogni caso.

Ed ora è quello che proponiamo in Regione, un aiuto concreto perché non si chieda alle nostre famiglie solo di attutire i colpi di una crisi economica, divenendo praticamente l’unico ammortizzatore sociale universale e realmente efficace, ma dando loro respiro, dando la possibilità di sopravvivere e, soprattutto, ai giovani la forza e la fiducia per assumersi la responsabilità e vivere la gioia di formarne una propria.

La firma del manifesto “Una Regione a misura di famiglia” è un passo importante perché, come abbiamo sempre sostenuto,  le politiche per la famiglia devono andare oltre le logiche ideologiche e partitiche, devono applicare quella  politica di buonsenso che noi continuiamo a proporre su temi e provvedimenti che possono incidere in maniera così significativa sulla quotidianità di milioni di persone.

In questo, l’impegno delle associazioni si dimostra di giorno in giorno fondamentale, un aiuto che unisce professionalità e passione per offrire conforto e un aiuto reale nelle tantissime situazioni di difficoltà in cui le nostre famiglie possono trovarsi ogni giorno.

La scelta di creare una famiglia nasce dall’amore di un uomo e una donna, ma diventa una scelta di civiltà e responsabilità verso la società. Tutelare e promuovere questa cellula fondamentale significa tutelare e promuovere il futuro di tutti noi.

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Prevenire l’usura stando vicino a famiglie e imprese

Prevenire l’usura stando vicino a famiglie e imprese

Incontrando gli amici dell’Airp, l’associazione che da anni si occupa di dare sostegno e forza alle famiglie e alle imprese che sono cosiddette ” a rischio usura” o che hanno ceduto agli usurai e hanno trovato il coraggio di denunciare, si capisce subito che un fenomeno come questo è diffuso ed è drammaticamente presente proprio accanto a noi.

Aldilà dei numeri, che restano alti, che vedono le famiglie della provincia romana tra quelle più indebitate e più a rischio per la stretta creditizia operata dalle banche. Aldilà delle notizie sullo sforzo virtuoso operato dalle forze dell’ordine, proprio in febbraio è stata sgominata una rete di cravattari che imperversava nella zona dei Castelli Romani, grazie alle denunce dei cittadini e imprenditori vessati.

Aldilà di tutto questo c’è bisogno oggi di ascoltare e conosce le storie delle persone coinvolte per comprendere le cause e assumere degli impegni responsabili e tempestivi perché le famiglie e le imprese possano, proprio in un momento delicato come questo in cui la ripresa è un treno che ancora non è stato agganciato completamente, non debbano più sentirsi sole davanti alle difficoltà.

Affrontare il tema dell’usura, prevenendo le cause, significa impostare un sistema che sollevi le famiglie dalle spese che ogni giorno sono chiamate ad affrontare. Significa applicare concretamente il quoziente famigliare, attraverso un sistema di sgravi fiscali sull’IRPEF regionale che è la più alta d’Italia, assicurare una sanità e una rete di servizi di assistenza per anziani e disabili capillare e gratuita, significa predisporre dei fondi di garanzia per le giovani coppie che vogliono acquistare casa, significa assicurare percorsi di formazione per i giovani e sostenere le idee imprenditoriali, anche con un forte coinvolgimento e utilizzo sistematico dei fondi europei.

Stare accanto alle famiglie significa dar loro modo di avere un più facile accesso a un credito flessibile nel momento del bisogno e la Regione può e deve farlo, ponendosi come garante e come mediatore con gli istituti bancari.

Per far sì che i piccoli e medi imprenditori non debbano ricorrere agli usurai per mantenere in vita la propria attività, per far sì che questi possano investire e creare nuovo mercato e nuove opportunità di lavoro, la Regione deve divenire garanzia di un sistema di credito che torna a investire sul territorio. Le istituzioni devono tornare a essere mediatori perché le grandi banche, che progressivamente hanno abbandonato il nostro territorio spostando i centri amministrativi e operativi altrove, in seguito alle acquisizioni di questi anni, tornino a dare fiducia e forza alle aziende locali.

Il tavolo sull’emergenza credito, che proponiamo nel nostro programma e per il quale vogliamo impegnarci da subito, vuole proprio  ridisegnare il sistema del credito per le famiglie e le aziende, trovando un punto di incontro perché il peso della crisi economica non gravi solo sui risparmiatori e perché gli investimenti necessari per agganciare la ripresa non siano preclusi alle tante realtà poduttive.

L’usura è un dramma sociale che va affrontato con coraggio e con una strategia complessiva e lungimirante, attaccando le cause perché non si riproduca e assistendo le famiglie e le imprese che ne sono vittime.

Solo questo può dare la giusta fiducia a chi deve denunciare, senza paura, gli abusi, consapevole di non essere solo, grazie all’aiuto di Associazioni come l’Airp e soprattutto con la presenza delle istituzioni che devono avere una maggiore sensibilità e chiarezza nelle decisioni.

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L’assistenza al centro dell’aiuto alle famiglie con persone affette da disabilità

L’assistenza al centro dell’aiuto alle famiglie con persone affette da disabilità

Il centro dell’Anffas Onlus di Ostia – Associazione nazionale famiglie di persone con disabilità intelelttiva e/o relazionale è un esempio per il nostro territorio.

All’umanità. l’impegno e la responsabilità degli operatori e dei volontari, deve seguire un altrettanto impegno delle istituzioni perchè questa realtà possa continuare al meglio la sua opera.

Gli ospiti del centro e le loro famiglie devono poter godere di tutto l’appoggio delle amministrazioni locali per ricevere le giuste cure e attenzioni, per questo, dopo la visita di questa mattina, l’on. Ciocchetti e Pietro Sbardella, hanno deciso di sottoscrivere la proposta di collaborazione per la tutela dei ragazzi, delle loro famiglie e degli operatori dell’Anffas di Ostia.

Serve innanzitutto il recupero dell’8% tagliato per il 2009 a tutti i centri, oltre al recupero dei valori Istat per la rideterminazione delle tariffe, ferme al 1999

Bisogna attuare un sistema di compartecipazione al costo delle famiglie, applicando i criteri del quoziente familiare, il che significa l’esenzione per i nuclei familiari in difficolta’. Oltre a questo, e’ importante utilizzare i fondi speciali per i centri ex Art. 26 che creano soggetti riabilitati abili al lavoro, e impiegare i medici di famiglia come strumento per misurare la domanda riabilitativa nel Lazio.

Il centro dell’Anffas di Ostia a oggi raccoglie la domanda, sempre crescente, di tutto il litorale e non solo. L’intento è quello di poter fornire mezzi, strutture e personale in grado di poter rispondere mantenendo il livello alto del servizio prestato e di poter soddisfare le tantissime domande che ancora devono essere soddisfatte.

L’importanza di questi centri nel nostro territorio è fondamentale, proprio perchè le patologie degli ospiti richiedono un’assistenza molto particolare che unisce alla professionalità, l’umanità e la predisposizione degli operatori.

E’ nostro compito assicurare le condizioni migliori per il loro lavoro, perchè si possa puntare a una vera riabilitazione delle persone e, in alcuni casi, favorire un loro reintegro, anche se parziale, nella vita della comunità.

La politica che parla alle famiglie, quel buonsenso che caratterizza la proposta dell’Udc e di Pietro Sbardella, deve guardare a queste situazioni con particolare riguardo e impegnarsi perchè possano trovare una rete di servizi e assistenza sul territorio sempre più qualificata e diffusa, pronta alla soddisfazione delle necessità degli ospiti e di chi sta loro vicino con amore e dedizione.

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La casa al centro della tutela per le famiglie

La casa al centro della tutela per le famiglie

Un’abitazione dignitosa per tutte le famiglie è un fondamento del programma per il governo della Regione Lazio dell’Udc.

I dati che si susseguono continuano a parlare di un’emergenza di incredibili dimensioni e di soluzioni che non riescono a gestire l’immediato e sembrano dei timidi palliativi per il futuro. La Regione Lazio dovrà, invece,  impegnarsi in maniera convinta per affrontare il tema mettendo al centro le esigenze dell’oggi e un piano strutturale perchè non si arrivi più a tali livelli di disagio per migliaia di cittadini.

Il centro di ricerca Cresme diffonde dati allarmanti, 58 mila le famiglia in cerca di nuova o prima abitazione. Ma è scandagliando e approfondendo i dati che emergono le situazioni più preoccupanti:  36.600 famiglie non sono più in condizione di pagare il canone d’affitto e  4.200 non sono in grado di pagare la rata del mutuo.

Il piano casa nazionale si sta rivelando un flop, di difficile applicazione: laddove non vi sono vincoli paesaggistici, i cittadini non sono messi in grado di applicare le norme previste.

Chi volesse procedere all’ampliamento del 20% previsto per le abitazioni, deve occuparsi anche del riassesto di tutto l’edificio. Questi costi sono ovviamente eccessivi affrontati da una singola famiglia.

Considerando poi che l’88% del patrimonio mobiliare della nostra regione è inserito in condomini, oltre alla norma precedente, viene meno anche la convenienza per chi volesse procedere a demolire e ricostruire degli stabili: in questo caso l’ampliamento consentito è del 35%, troppo poco per sostenere i costi di demolizione, ricostruzione e alloggio temporaneo durante i lavori.

Un piano così immaginato non significa dunque affrontare l’emergenza dell’immediato, né porre delle serie basi per uno sviluppo futuro. La politica che passa per il buonsenso e per le esigenze reali dei cittadini deve offrire altre soluzioni.

La Regione deve farsi carico di questa progettualità, ponendo in essere programmi più ampii e che coinvolgano in maniera virtuosa privati e istituzioni, che amplino le possibilità ai cittadini di trovare una soluzione e riaprano il mercato.

Non bisogna sottovvalutare che il problema casa non riguarda più, solamente, famiglie con reddito molto basso, ma cresce in quella fascia di popolazione che non riesce a pagare gli affitti, tra chi non riesce a onorare al rata del mutuo o tra chi un mutuo, e si tratta soprattutto di giovani coppie, un mutuo non riesce nemmeno ad accenderlo per mancanza di garanzie valide per gli istituti di credito.

La questione va dunque affrontata in maniera più organica: dapprima occorre risolvere i problemi dei possibili morosi, attuali e futuri, prevedendo una nuova politica di affitti calmierati, soprattutto per famiglie in difficoltà, magari monoreddito e con figli a carico.

Occorre poi sostenere le giovani coppie e le famiglie che hanno un reddito che le pone fuori dalle soluzioni di edilizia pubblica, ma vivono forti difficoltà dato il momento di crisi e non possono, pur avendo un reddito medio e magari qualche risparmio, affrontare le spese dell’acquisto di una casa a parametri di mercato.

Dunque, una reale e decisa politica di social housing,  che ponga la Regione come garante e spinga una maggiore collaborazione tra pubblico e privato, permetta un accesso all’acquisto con nuove forme di garanzia, agevolazioni fiscali e forme di finanziamento sostenibili per chi vuole investire in questo che è un bene di primaria importanza.

Per tutelare seriamente la famiglia e le giovani coppie, per riportare serenità e fiducia  tra i cittadini del Lazio, in un momento in cui si cerca di uscire da una crisi che ha provato fortemente tutte le fasce della popolazione, occorre essere concreti, proporre soluzioni di buonsenso, aldilà delle barricate ideologiche e porre al centro il benessere e la qualità della vita di tutti i cittadini.

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