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	<title>Pietro Sbardella &#187; Famiglia</title>
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	<description>Pietro Sbardella Sito Ufficiale</description>
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		<title>Una Regione a misura di famiglia</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 18:18:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Famiglia]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;adesione al manifesto &#8220;Una regione a misura di famiglia&#8221; è l&#8217;occasione per ribadire l&#8217;impegno che da sempre ci contraddistingue per la tutela e la promozione della fondamentale e più importante cellula della nostra società. Il programma proposto dall&#8217;UDC per il Lazio segue due filoni: uno metodologico, che prevede di proporre programmi e azioni di riforma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;adesione al manifesto &#8220;Una regione a misura di famiglia&#8221; è l&#8217;occasione per ribadire l&#8217;impegno che da sempre ci contraddistingue per la tutela e la promozione della fondamentale e più importante cellula della nostra società.</p>
<p>Il programma proposto dall&#8217;UDC per il Lazio segue due filoni: uno metodologico, che prevede di proporre programmi e azioni di riforma che affrontino in maniera complessiva e sistemica i cambiamenti necessari alla nostra Regione.</p>
<p>L&#8217;altro è di tipo concettuale e vede protagonista proprio la famiglia. Siamo profondamente convinti che quando si parla di una sanità di prossimità, di politiche per gli affitti, di nuova edilizia popolare e di un sostegno per chi deve onorare le rate del mutuo anche in momenti di difficoltà, si parli di famiglia.</p>
<p><a href="http://www.pietrosbardella.it/wp-content/uploads/2010/03/una-regiona-a-misura11.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-459" title="una regiona a misura[1]" src="http://www.pietrosbardella.it/wp-content/uploads/2010/03/una-regiona-a-misura11.jpg" alt="" width="534" height="113" /></a></p>
<p>Crediamo che quando parliamo di infrastrutture che aiutino la mobilità delle persone che si muovono ogni giorno per andare a scuola, lavorare, curarsi, si parla dei bisogni della famiglia e dei suoi componenti. Quando parliamo di fonti energetiche e ambiente, parliamo del futuro delle nostre famiglie.</p>
<p>Il nostro impegno su questi temi  è sempre stato costante, con la stessa Renata Polverini, abbiamo combattuto la battaglia per il quoziente famigliare: un aiuto concreto per le famiglie numerose, per permettere di difendere il loro reddito di fronte alla crisi, proponendo tariffe speciali, sgravi fiscali e voucher per l&#8217;educazione e l&#8217;assistenza dei figli così come degli anziani. Un&#8217;aliquota che corregga i parametri dell&#8217;Isee dando la  possibilità di aiutare in maniera concreta ogni caso.</p>
<p>Ed ora è quello che proponiamo in Regione, un aiuto concreto perché non si chieda alle nostre famiglie solo di attutire i colpi di una crisi economica, divenendo praticamente l’unico ammortizzatore sociale universale e realmente efficace, ma dando loro respiro, dando la possibilità di sopravvivere e, soprattutto, ai giovani la forza e la fiducia per assumersi la responsabilità e vivere la gioia di formarne una propria.</p>
<p>La firma del manifesto &#8220;Una Regione a misura di famiglia&#8221; è un passo importante perché, come abbiamo sempre sostenuto,  le politiche per la famiglia devono andare oltre le logiche ideologiche e partitiche, devono applicare quella  politica di buonsenso che noi continuiamo a proporre su temi e provvedimenti che possono incidere in maniera così significativa sulla quotidianità di milioni di persone.</p>
<p>In questo, l&#8217;impegno delle associazioni si dimostra di giorno in giorno fondamentale, un aiuto che unisce professionalità e passione per offrire conforto e un aiuto reale nelle tantissime situazioni di difficoltà in cui le nostre famiglie possono trovarsi ogni giorno.</p>
<p>La scelta di creare una famiglia nasce dall’amore di un uomo e una donna, ma diventa una scelta di civiltà e responsabilità verso la società. Tutelare e promuovere questa cellula fondamentale significa tutelare e promuovere il futuro di tutti noi.</p>
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		<title>Prevenire l&#8217;usura stando vicino a famiglie e imprese</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 09:16:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Incontrando gli amici dell’Airp, l’associazione che da anni si occupa di dare sostegno e forza alle famiglie e alle imprese che sono cosiddette ” a rischio usura” o che hanno ceduto agli usurai e hanno trovato il coraggio di denunciare, si capisce subito che un fenomeno come questo è diffuso ed è drammaticamente presente proprio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Incontrando gli amici dell’Airp, l’associazione che da anni si occupa di dare sostegno e forza alle famiglie e alle imprese che sono cosiddette ” a rischio usura” o che hanno ceduto agli usurai e hanno trovato il coraggio di denunciare, si capisce subito che un fenomeno come questo è diffuso ed è drammaticamente presente proprio accanto a noi.</p>
<p>Aldilà dei numeri, che restano alti, che vedono le famiglie della provincia romana tra quelle più indebitate e più a rischio per la stretta creditizia operata dalle banche. Aldilà delle notizie sullo sforzo virtuoso operato dalle forze dell’ordine, proprio in febbraio è stata sgominata una rete di cravattari che imperversava nella zona dei Castelli Romani, grazie alle denunce dei cittadini e imprenditori vessati.</p>
<p>Aldilà di tutto questo c’è bisogno oggi di ascoltare e conosce le storie delle persone coinvolte per comprendere le cause e assumere degli impegni responsabili e tempestivi perché le famiglie e le imprese possano, proprio in un momento delicato come questo in cui la ripresa è un treno che ancora non è stato agganciato completamente, non debbano più sentirsi sole davanti alle difficoltà.</p>
<p>Affrontare il tema dell’usura, prevenendo le cause, significa impostare un sistema che sollevi le famiglie dalle spese che ogni giorno sono chiamate ad affrontare. Significa applicare concretamente il quoziente famigliare, attraverso un sistema di sgravi fiscali sull’IRPEF regionale che è la più alta d’Italia, assicurare una sanità e una rete di servizi di assistenza per anziani e disabili capillare e gratuita, significa predisporre dei fondi di garanzia per le giovani coppie che vogliono acquistare casa, significa assicurare percorsi di formazione per i giovani e sostenere le idee imprenditoriali, anche con un forte coinvolgimento e utilizzo sistematico dei fondi europei.</p>
<p>Stare accanto alle famiglie significa dar loro modo di avere un più facile accesso a un credito flessibile nel momento del bisogno e la Regione può e deve farlo, ponendosi come garante e come mediatore con gli istituti bancari.</p>
<p>Per far sì che i piccoli e medi imprenditori non debbano ricorrere agli usurai per mantenere in vita la propria attività, per far sì che questi possano investire e creare nuovo mercato e nuove opportunità di lavoro, la Regione deve divenire garanzia di un sistema di credito che torna a investire sul territorio. Le istituzioni devono tornare a essere mediatori perché le grandi banche, che progressivamente hanno abbandonato il nostro territorio spostando i centri amministrativi e operativi altrove, in seguito alle acquisizioni di questi anni, tornino a dare fiducia e forza alle aziende locali.</p>
<p>Il tavolo sull’emergenza credito, che proponiamo nel nostro programma e per il quale vogliamo impegnarci da subito, vuole proprio  ridisegnare il sistema del credito per le famiglie e le aziende, trovando un punto di incontro perché il peso della crisi economica non gravi solo sui risparmiatori e perché gli investimenti necessari per agganciare la ripresa non siano preclusi alle tante realtà poduttive.</p>
<p>L’usura è un dramma sociale che va affrontato con coraggio e con una strategia complessiva e lungimirante, attaccando le cause perché non si riproduca e assistendo le famiglie e le imprese che ne sono vittime.</p>
<p>Solo questo può dare la giusta fiducia a chi deve denunciare, senza paura, gli abusi, consapevole di non essere solo, grazie all’aiuto di Associazioni come l’Airp e soprattutto con la presenza delle istituzioni che devono avere una maggiore sensibilità e chiarezza nelle decisioni.</p>
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		<title>L&#8217;assistenza al centro dell&#8217;aiuto alle famiglie con persone affette da disabilità</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 18:10:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Salute]]></category>

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		<description><![CDATA[Il centro dell&#8217;Anffas Onlus di Ostia &#8211; Associazione nazionale famiglie di persone con disabilità intelelttiva e/o relazionale è un esempio per il nostro territorio. All&#8217;umanità. l&#8217;impegno e la responsabilità degli operatori e dei volontari, deve seguire un altrettanto impegno delle istituzioni perchè questa realtà possa continuare al meglio la sua opera. Gli ospiti del centro e le loro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il centro dell&#8217;Anffas Onlus di Ostia &#8211; Associazione nazionale famiglie di persone con disabilità intelelttiva e/o relazionale è un esempio per il nostro territorio.</p>
<p>All&#8217;umanità. l&#8217;impegno e la responsabilità degli operatori e dei volontari, deve seguire un altrettanto impegno delle istituzioni perchè questa realtà possa continuare al meglio la sua opera.</p>
<p>Gli ospiti del centro e le loro famiglie devono poter godere di tutto l&#8217;appoggio delle amministrazioni locali per ricevere le giuste cure e attenzioni, per questo, dopo la visita di questa mattina, l&#8217;on. Ciocchetti e Pietro Sbardella, hanno deciso di sottoscrivere la proposta di collaborazione per la tutela dei ragazzi, delle loro famiglie e degli operatori dell&#8217;Anffas di Ostia.</p>
<p>Serve innanzitutto il recupero dell&#8217;8% tagliato per il 2009 a tutti i centri, oltre al recupero dei valori Istat per la rideterminazione delle tariffe, ferme al 1999</p>
<p>Bisogna attuare un sistema di compartecipazione al costo delle famiglie, applicando i criteri del quoziente familiare, il che significa l&#8217;esenzione per i nuclei familiari in difficolta&#8217;. Oltre a questo, e&#8217; importante utilizzare i fondi speciali per i centri ex Art. 26 che creano soggetti riabilitati abili al lavoro, e impiegare i medici di famiglia come strumento per misurare la domanda riabilitativa nel Lazio.</p>
<p>Il centro dell&#8217;Anffas di Ostia a oggi raccoglie la domanda, sempre crescente, di tutto il litorale e non solo. L&#8217;intento è quello di poter fornire mezzi, strutture e personale in grado di poter rispondere mantenendo il livello alto del servizio prestato e di poter soddisfare le tantissime domande che ancora devono essere soddisfatte.</p>
<p>L&#8217;importanza di questi centri nel nostro territorio è fondamentale, proprio perchè le patologie degli ospiti richiedono un&#8217;assistenza molto particolare che unisce alla professionalità, l&#8217;umanità e la predisposizione degli operatori.</p>
<p>E&#8217; nostro compito assicurare le condizioni migliori per il loro lavoro, perchè si possa puntare a una vera riabilitazione delle persone e, in alcuni casi, favorire un loro reintegro, anche se parziale, nella vita della comunità.</p>
<p>La politica che parla alle famiglie, quel buonsenso che caratterizza la proposta dell&#8217;Udc e di Pietro Sbardella, deve guardare a queste situazioni con particolare riguardo e impegnarsi perchè possano trovare una rete di servizi e assistenza sul territorio sempre più qualificata e diffusa, pronta alla soddisfazione delle necessità degli ospiti e di chi sta loro vicino con amore e dedizione.</p>
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		<title>La casa al centro della tutela per le famiglie</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 11:52:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un&#8217;abitazione dignitosa per tutte le famiglie è un fondamento del programma per il governo della Regione Lazio dell&#8217;Udc. I dati che si susseguono continuano a parlare di un&#8217;emergenza di incredibili dimensioni e di soluzioni che non riescono a gestire l&#8217;immediato e sembrano dei timidi palliativi per il futuro. La Regione Lazio dovrà, invece,  impegnarsi in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un&#8217;abitazione dignitosa per tutte le famiglie è un fondamento del programma per il governo della Regione Lazio dell&#8217;Udc.</p>
<p>I dati che si susseguono continuano a parlare di un&#8217;emergenza di incredibili dimensioni e di soluzioni che non riescono a gestire l&#8217;immediato e sembrano dei timidi palliativi per il futuro. La Regione Lazio dovrà, invece,  impegnarsi in maniera convinta per affrontare il tema mettendo al centro le esigenze dell&#8217;oggi e un piano strutturale perchè non si arrivi più a tali livelli di disagio per migliaia di cittadini.</p>
<p>Il centro di ricerca Cresme diffonde dati allarmanti, 58 mila le famiglia in cerca di nuova o prima abitazione. Ma è scandagliando e approfondendo i dati che emergono le situazioni più preoccupanti: <strong> 36.600 famiglie non sono più in condizione di pagare il canone d’affitto e </strong><strong> 4.200 non sono in grado di pagare la rata del mutuo.</strong></p>
<p>Il piano casa nazionale si sta rivelando un flop, di difficile applicazione: laddove non vi sono vincoli paesaggistici, i cittadini non sono messi in grado di applicare le norme previste.</p>
<p>Chi volesse procedere all&#8217;ampliamento del 20% previsto per le abitazioni, deve occuparsi anche del riassesto di tutto l&#8217;edificio. Questi costi sono ovviamente eccessivi affrontati da una singola famiglia.</p>
<p>Considerando poi che l&#8217;88% del patrimonio mobiliare della nostra regione è inserito in condomini, oltre alla norma precedente, viene meno anche la convenienza per chi volesse procedere a demolire e ricostruire degli stabili: in questo caso l&#8217;ampliamento consentito è del 35%, troppo poco per sostenere i costi di demolizione, ricostruzione e alloggio temporaneo durante i lavori.</p>
<p>Un piano così immaginato non significa dunque affrontare l&#8217;emergenza dell&#8217;immediato, né porre delle serie basi per uno sviluppo futuro. La politica che passa per il buonsenso e per le esigenze reali dei cittadini deve offrire altre soluzioni.</p>
<p>La Regione deve farsi carico di questa progettualità, ponendo in essere programmi più ampii e che coinvolgano in maniera virtuosa privati e istituzioni, che amplino le possibilità ai cittadini di trovare una soluzione e riaprano il mercato.</p>
<p>Non bisogna sottovvalutare che il problema casa non riguarda più, solamente, famiglie con reddito molto basso, ma cresce in quella fascia di popolazione che non riesce a pagare gli affitti, tra chi non riesce a onorare al rata del mutuo o tra chi un mutuo, e si tratta soprattutto di giovani coppie, un mutuo non riesce nemmeno ad accenderlo per mancanza di garanzie valide per gli istituti di credito.</p>
<p>La questione va dunque affrontata in maniera più organica: dapprima occorre risolvere i problemi dei possibili morosi, attuali e futuri, prevedendo una nuova politica di affitti calmierati, soprattutto per famiglie in difficoltà, magari monoreddito e con figli a carico.</p>
<p>Occorre poi sostenere le giovani coppie e le famiglie che hanno un reddito che le pone fuori dalle soluzioni di edilizia pubblica, ma vivono forti difficoltà dato il momento di crisi e non possono, pur avendo un reddito medio e magari qualche risparmio, affrontare le spese dell&#8217;acquisto di una casa a parametri di mercato.</p>
<p>Dunque, una reale e decisa politica di social housing,  che ponga la Regione come garante e spinga una maggiore collaborazione tra pubblico e privato, permetta un accesso all&#8217;acquisto con nuove forme di garanzia, agevolazioni fiscali e forme di finanziamento sostenibili per chi vuole investire in questo che è un bene di primaria importanza.</p>
<p>Per tutelare seriamente la famiglia e le giovani coppie, per riportare serenità e fiducia  tra i cittadini del Lazio, in un momento in cui si cerca di uscire da una crisi che ha provato fortemente tutte le fasce della popolazione, occorre essere concreti, proporre soluzioni di buonsenso, aldilà delle barricate ideologiche e porre al centro il benessere e la qualità della vita di tutti i cittadini.</p>
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		<title>Intervista di Pietro Sbardella a Roma Live sulle sue proposte per la Regione Lazio</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 17:58:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e smaltimento rifiuti]]></category>
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		<description><![CDATA[Siamo ad una nuova puntata della Regione che verrà ed abbiamo in studio con noi, Pietro Sbardella, Consigliere nazionale dell’Udc. Perché schierarsi con il centro destra? Perché la Polverini ha il profilo adatto ed ha subito accettato di sposare i 5 punti cardine del nostro lavoro. Quali sono i punti cardine? Con la Polverini abbiamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><strong>Siamo ad una nuova puntata della Regione che verrà ed abbiamo in studio con noi, Pietro Sbardella, Consigliere nazionale dell’Udc.</strong><strong><br />
<strong>Perché schierarsi con il centro destra?</strong></strong><br />
Perché la Polverini ha il profilo adatto ed ha subito accettato di sposare i 5 punti cardine del nostro lavoro.</h3>
<p><strong>Quali sono i punti cardine?</strong><br />
Con la Polverini abbiamo sottoscritto 5 punti che riguardano sanità, lavoro, famiglia, infrastrutture e giovani.</p>
<p><strong>Allora parliamo della sanità</strong><br />
Oggi mi veniva da sorridere perché c’era il Direttore sanitario dell’area 618 che in un’intervista sottolineava una serie di punti, e sembrava quasi che stesse leggendo il nostro programma.L’intervento che deve essere attuato nel sistema sanitario non deve essere costituito da un taglio orizzontale, ma deve essere effettuata una razionalizzazione. La spesa sanitaria, non attenta alla salute ha continuato a crescere secondo dei parametri senza senso di gigantismo degli ospedali. Molto spesso i letti ospedalieri vengono occupati senza una giustificata ragione, solo le persone affette da determinate patologie dovrebbero essere ricoverate. E’ necessario investire nell’assistenza di base, deve essere ripristinata la sanità di prossimità, i poliambulatori di prossimità, evitando che le persone che non ne hanno bisogno finiscano al pronto soccorso. Va inoltre rivisto il contratto con i medici di base, penso ad esempio ad un sistema di turnazioni, che renda possibile un’assistenza 24 ore su 24. Si dovrebbe proprio evitare il pronto soccorso.</p>
<p><strong>Quindi cosa proponete? Al posto del pronto soccorso un rapporto più stretto con i medici di base?</strong><br />
Gli ospedali devono diventare le eccellenze dove vengono quelle persone che ne hanno bisogno mentre problematiche più semplici dovranno essere risolte con la sanità di prossimità, che oltre tutto esige dei costi molto più bassi dell’ospedale. Inoltre la persona avrebbe in questo caso la possibilità di essere seguita dal medico di famiglia che ha una conoscenza del paziente molto più approfondita del primario. Si deve trovare una soluzione alle necessità di coloro che hanno problematiche croniche, evitando ad esempio che fasce deboli come quella degli anziani o dei disabili finiscano ad occupare letti ospedalieri, si dovrebbero quindi potenziare i servizi sanitari assistiti e l’assistenza domiciliare che costano infinitamente meno che un letto d’ospedale.</p>
<p><strong>L’Udc ha fatto un accordo con la Polverini o con il centro destra?</strong><br />
Con la Polverini, che è una candidata del centro destra.</p>
<p><strong>Un altro nodo importante riguarda la condizione dei giovani, quale è la vostra ricetta?</strong><br />
Noi partiamo da un approccio che sembra sconveniente soprattutto in una regione che è sopravvissuta nel dopo guerra con il posto pubblico. Per noi la mobilità non è precariato, è necessario cambiare il modello culturale e comprendere che questo fenomeno è un’opportunità per crescere e migliorare, se lo Stato inizia a collocare risorse su chi ha delle idee da portare avanti. Questo consentirebbe anche all’interno dei posti fissi di crescere ed investire su chi è veramente formato. Ad esempio un po’ di tempo fa parlavo con Celli, il Rettore della Luiss, che raccontava di tutti quei giovani adeguatamente formati, che però sono costretti ad andare all’estero. Dobbiamo lasciarli liberi di andare all’estero ma è altrettanto vero che è necessario offrire le stesse opportunità anche qui. Tornando al posto fisso il discorso è che deve diventare una scelta.</p>
<p><strong>Quindi la ricetta quale sarebbe?</strong><br />
In una regione come il Lazio si hanno due opportunità possibili, la prima è data dall’investimento nelle nuove tecnologie, e nella ricerca, settore che nella nostra regione è molto sviluppato, e l’altra è data dal settore turistico. Questi due settori rappresentano le vere risorse del territorio, ed è fondamentale investire in entrambi gli ambiti. Anche dal punto di vista paesaggistico, abbiamo delle coste molto belle anche se nel tempo sono state rovinate da un assetto del territorio non programmato. L’impegno della regione deve essere quello di tornare ad immaginare il domani.</p>
<p><strong>Lei ha detto una cosa molto bella: si pensa all’oggi ma non si guarda al futuro, non crede che questo fenomeno sia legato all’assenza di un ricambio politico a causa del quale non abbiamo ricambio di idee?</strong><br />
L’ubriacatura avvenuta nel passaggio dalla così detta seconda Repubblica, ha tagliato di netto tutta una classe dirigente che aveva effettivamente commesso degli errori, ma ha anche provocato l’uccisione della selezione della classe dirigente. E molte delle persone che in quel momento hanno occupato in maniera incidentale posti di potere non se ne sono più andate bloccando il ricambio. Oggi con il sistema elettorale parlamentare dobbiamo arrivare a dire che ha ragione Berlusconi, quando dice che non servono i parlamentari, visto che la loro nomina viene effettuata dall’alto, e quindi sono sufficienti solo i leader di partito per trovare gli accordi. Per fortuna nella regione è un pochino diverso perché è possibile dare le preferenze, e le persone hanno la possibilità di intervenire se sono deluse da qualcuno che avevano sostenuto.</p>
<p><strong>Lei ha parlato anche di famiglia. Riguardo a queste tematiche vi fate consigliare dal Vaticano?</strong><br />
Io personalmente sono cattolico, ma ritengo che la politica debba essere laica, anche se rispetto ad alcune questioni si hanno gli stessi valori.</p>
<p><strong>Lei ha parlato di famiglia e giovani, il lavoro?</strong><br />
Rispetto alla tematica del lavoro abbiamo accennato qualcosa, ma è importante aggiungere che abbiamo chiesto che la prossima composizione delle deleghe regionali avvenga avvicinando la formazione ed il lavoro, altrimenti si continuerebbe sulla strada vecchia. In merito a questo tema la Polverini sembra che sia d’accordo.</p>
<p><strong>Il quinto punto riguardava le infrastrutture, ecco, in merito a questo tema lei si riferisce anche alle problematiche del corridoio tirrenico?</strong><br />
Ritengo che ci siano degli argomenti di assoluto buon senso, innanzi tutto è necessario decongestionare Roma anche iniziando a trasferire una serie di servizi che ora si trovano solo lì. Incentiviamo questo processo, perché se ogni giorno ci sono 900mila pendolari che vengono nella Capitale per studiare o curarsi, c’è qualcosa che non funziona. Nel lungo periodo alcuni interventi dovranno essere fatti in questo senso, però ci sono anche delle congestioni in alcuni nodi fondamentali, come ad esempio le sovrapposizioni fra corse cotral, corse dei treni. Sarebbe necessaria una regolamentazione, che è poi il compito della regione, anche per quanto riguarda il corridoio tirrenico meridionale, le cui modifiche sono sulla carta da 10 anni, ma non vengono mai approvate perché all’avvento di ogni nuova giunta si appongono delle modifiche ed è quindi necessario ricominciare dal principio il lavoro. La pontina è un corridoio importantissimo poiché collega la Regione con il sud, e con alcune zone produttive come Pomezia o il litorale laziale che a è una perla che in Italia ci viene invidiata. Se pensiamo che sulla Pontina ci saranno almeno 80 svincoli ed ogni volta le persone rischiano la vita per andare al lavoro o per andare al mare è assurdo.</p>
<p><strong>Bene andiamo avanti, abbiamo parlato del programma che l’Udc ha presentato alla Polverini e sul quale avete raggiunto un accordo, però rimangono da affrontare alcune questioni importanti come quella dei rifiuti. Tutti noi abbiamo assistito a ciò che è successo in Campania. Roma si trova in una situazione simile, visto che la discarica di Malagrotta è esaurita. Come si pone l’Udc in merito a questo argomento?</strong><br />
Anche in questa situazione credo che basti un po’ di buon senso per comprendere in che modo intervenire, pensare che la soluzione sia depositare i rifiuti nel comune vicino, è un assurdo. Le<br />
comunità laziali devono cominciare a pensare ad un intervento risolutivo per i rifiuti. Alcune cose in discarica ci dovranno finire ma con una certa razionalizzazione, mentre parte dei rifiuti dovranno sicuramente essere riconvertiti, e credo che con le tecnologie attuali i problemi di inquinamento siano stati risolti. Si dovrebbero edificare delle strutture che possano risolvere a livello ambientale il problema. Sicuramente indicativo il fatto che nella raccolta differenziata e nello smaltimento dei rifiuti siamo indietro rispetto alla Campania.<br />
Altro argomento di rilevanza centrale è la questione ambientale, domanda scomoda ma alla quale i cittadini chiedono risposta.</p>
<p><strong>Il Governo parla del progetto di attivare 6 centrali nucleari. La questione investe da vicino anche il Lazio nel quale si sta progettando di aprire due centrali, una a Montalto di Castro, e l’altra a Borgo Sabotino. Crede che la soluzione del nucleare sia la più giusta ed efficiente anche dal punto di vista economico?</strong><br />
Quando venne indetto il referendum, io votai contro l’istituzione del nucleare. In quella occasione si è ingenerato l’equivoco. Oggi importiamo il 17-18% di energia nucleare. L’equivoco nasce dal fatto che il referendum del 1987 non parlava di abolizione dell’energia nucleare in Italia, il referendum stabilì che non fosse demandato al Cipe, quindi un autorità sovraordinata, il potere di decretare l’installazione di centrali contro la volontà dei comuni o delle Istituzioni del territorio, venne stabilito inoltre che l’Enel non continuasse ad investire in energia nucleare, cosa che peraltro continua a fare all’estero, ed infine stabilì che non si potessero più dare contributi a quelle comunità che avessero voluto istituire le centrale. Paradossalmente quindi se un comune decidesse di aprire una centrale nel suo territorio e trovasse un privato disposto ad investire nel progetto, lo potrebbe fare. Un punto importante riguarda il fatto che l’energia rinnovabile non è una risposta esaustiva, alimentare tutta l’Italia in questo modo vorrebbe dire asfaltare tutto il paese di pannelli solari ed arriveremmo ad una percentuale inferiore al 30 %. Quindi penso che si dovrebbe ascoltare le esigenze di tutte quelle multinazionali che parlano di delocalizzazione perché in Italia la produzione energetica costa il 60% in più rispetto a Paesi come la Francia. Io la ricetta non ce l’ho, però è ovvio che non esiste un intervento di breve periodo in grado di risolvere il problema, credo quindi che per il momento non vi siano grosse alternative rispetto ad investimenti in quella direzione. Oltre tutto una centrale a carbone inquina molto di più di una centrale nucleare, anche se è vero che i rischi legati a questo tipo di energia sono molto più elevati, come abbiamo visto nel caso di Chernobyl, ma ormai la tecnologia sta almeno cento volte avanti rispetto a quel periodo. Il discorso dei rischi poi non cambia molto se questo tipo di energia lo abbiamo subito dopo il confine nazionale, ma come ho già detto, ritengo che i rischi siano diminuiti molto. Se dovessimo puntare solo sull’energia pulita ci aspetterebbero degli inverni molto freddi.</p>
<p><strong>Rimane comunque un dubbio legato al fatto che anche istituendo 6 Centrali non si riuscirebbe minimamente a ricoprire il fabbisogno energetico del paese. A quel punto quante centrali dovremmo aprire, 50?</strong><br />
E’ chiaro che un approccio timido non abbia molto senso, le cose o si fanno bene o è meglio lasciar perdere. Bisogna pensare ad una soluzione per il futuro, e si parla di un futuro abbastanza prossimo. Progettare 6 centrali che saranno pronte fra quindici anni è un atteggiamento poco serio da parte della classe politica dirigente.</p>
<p><strong>Lei ha parlato della necessità di investire nella ricerca, e volendo affrontare la questione del nucleare dobbiamo dare spazio a questo settore, altrimenti dovremo continuare ad importare dall’estero e non saremo in grado di competere con gli altri Stati.</strong><br />
Dobbiamo creare delle piattaforme anche in forma di consorzi in cui possano andare tutti, ed al di là della tempistica parlamentare, il Lazio ha tutte le caratteristiche per iniziare a muoversi in questo senso, le Istituzioni devono aiutarli a mettersi d’accordo, aiutarli a trovare uno spazio, delle piattaforme in cui anche il privato possa entrare.</p>
<p><strong>Per concludere, abbiamo parlato di giovani, famiglia, lavoro, ma ancora non di chi produce lavoro, e a mio avviso non sono le grandi imprese a produrre lavoro, ma sono le piccole e medie imprese, quale è la politica dell’Udc al riguardo?</strong><br />
Non incoraggiare le grandi imprese a rimanere sul mercato laddove investono bene sarebbe un contro senso quando molti si lamentano che tutte le grandi aziende stanno all’estero o vengono comprate da società straniere, però è ovvio che il nostro tessuto produttivo soprattutto nel Lazio è composto da una miriade di piccole e medie imprese che devono essere aiutate a spostarsi e a investire. Se guardassimo un po’ indietro negli anni, ci accorgeremmo che le grandi Banche locali che investivano ed avevano interesse ad investire nell’impresa del territorio oggi non ci sono più. Paradossalmente se non avessimo le banche di credito cooperativo sparse nei comuni la nostra piccola impresa sarebbe in ginocchio ed è per questo che dobbiamo immaginare un intervento sul credito.</p>
<p><strong>A proposito di credito la giunta Storace mise in piedi il progetto di Banca Impresa Lazio, un progetto importante poiché prevedeva l’istituzione di una banca che avesse un rapporto diretto con le Pmi o con le grandi banche, successivamente però venne abbandonata l’idea. Lei ritiene varrebbe la pena riprendere il progetto?</strong><br />
Non so se quel progetto fosse effettivamente adatto, noi abbiamo bisogno di dare credito alle imprese serie che assumono, danno posti di lavoro e fanno innovazione, i meccanismi previsti in Banca Impresa Lazio dovrebbero essere rivisti ed adeguati, perché i meccanismi a pioggia uccidono. Vanno studiate modalità di erogazione del credito ma si deve attingere in modo cospicuo anche ai fondi europei, visto che ogni anno rimandiamo indietro moltissimi fondi che l’UE mette a disposizione. Questi fondi potrebbero rispondere in parte alla richiesta di credito in alcune categorie di impresa. Quindi sarebbe necessario mettersi d’accordo per creare un tavolo che non permetta di gestire il credito in modo disarticolato rispetto alle esigenze del territorio e alle sue tipicità.</p>
<p><strong>Ancora un’ultima domanda, immaginiamo di aver già fatto le elezioni e che abbia vinto il centro destra, quali competenze verranno conferite all’Udc?</strong><br />
A fare la differenza saranno i numeri, noi confidiamo nel programma e saremo leali, ovviamente. Se come riteniamo l’Udc sarà determinante nella vittoria della Polverini, confidiamo che le responsabilità di governo verranno equamente ripartite.</p>
<p><a href="http://www.romalive.org/regione-lazio/la-regione-che-verra-intervista-a-pietro-sbardella/" target="_blank">Vedi il video dell&#8217;intervista</a></p>
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		<title>Le pillole di buonsenso per mobilità, infrastrutture, famiglia per la Regione Lazio</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 10:43:20 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<h3>Pietro, ospite del “Caffè” di Radio radio spiega le proposte su mobilità, Corridoio tirrenico meridionale e quoziente famigliare.</h3>
<h4>Un tema molto importante per i cittadini, in particolare per quelli della provincia è quello della mobilità, quali sono le sue proposte e cos’è il corridoio tirrenico?</h4>
<p>La mobilità è un tema estremamente importante, perché riguarda sia la quotidianità di molte persone, sia lo sviluppo della nostra Regione che vede continuamente congestionate le sue arterie verso Roma.</p>
<p>Abbiamo circa 800.000 pendolari che si spostano per curarsi, lavorare o studiare a Roma, dobbiamo immaginare un policentrismo diverso e possibile dei servizi, dislocarli realmente sul territorio.</p>
<p>D’altra dobbiamo investire nelle arterie della mobilità per sfruttare tutte le potenzialità turistiche, lavorative e commerciali che hanno questi territori.</p>
<p>Per semplificare, quando si parla di Corridoio tirrenico,non si parla di nulla di astratto, ma di migliaia di persone che si muovono ogni giorno su quella direttrice per raggiungere le parti meridionali della nostra provincia e della nostra regione. Ma parliamo anche di quell’arteria che può davvero far sviluppare le potenzialità di un litorale che rischia sempre più di rimanere isolato e di difficile fruizione per tantissime persone, abitanti o turisti che siano.</p>
<h4>Alla base dell’accordo con Renata Polverini c’è anche il tema della famiglia, anch’esso molto importante, e  in particolare il “quoziente famigliare”: di cosa si tratta?</h4>
<p>Il quoziente famigliare sembra un tecnicismo, noi per semplificare possiamo pensare a chi nella vita sceglie di rimanere single e chi invece sceglie di mettere su famiglia.</p>
<p>A parità di reddito, io che decido di formare una famiglia, con le mie entrate, devo tentare di pagare le spese per la cura, per la formazione, per lo sport e per tutto quello che serve a una famiglia che si integra normalmente nella società, ho lo stesso carico fiscale di un mio amico che ha fatto la scelta, legittima, di rimanere single.</p>
<p>Io credo che lo Stato e le istituzioni debbano sorreggere chi fa scelte che sembrano difficili e che invece devono essere scelte naturali per un Paese che guarda al futuro.</p>
<p><a href="http://www.pietrosbardella.it/wp-content/uploads/2010/02/Le-pillole-per-mobilità-e-famiglia.pdf" target="_blank">Scarica il pdf dell&#8217;intervista</a></p>
<p><a href="http://www.pietrosbardella.it/wp-content/uploads/2010/02/SBARDELLA_Infrastrutture-e-famiglia.mp3" target="_blank">Scarica il file audio dell’intervista</a></p>
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		<title>Le 3 parole chiave</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 09:56:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Pietro, rispondendo alle domande dei giornalisti, ha definito le 3 parole chiave della sua campagna elettorale.  &#8221;Vicinanza, territorio e buonsenso. Queste saranno le tre parole chiave della mia campagna elettorale. Le stesse che caratterizzeranno il mio impegno al momento in cui ci sarà da lavorare in Consiglio Regionale.  Vicinanza, perché l&#8217;unica politica che conosco è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pietrosbardella.it/wp-content/uploads/2010/02/Sbardella_intervista_apertura1.jpg"></a></p>
<p>Pietro, rispondendo alle domande dei giornalisti, ha definito le 3 parole chiave della sua campagna elettorale.</p>
<p> &#8221;Vicinanza, territorio e buonsenso. Queste saranno le tre parole chiave della mia campagna elettorale. Le stesse che caratterizzeranno il mio impegno al momento in cui ci sarà da lavorare in Consiglio Regionale.</p>
<p> Vicinanza, perché l&#8217;unica politica che conosco è quella che sta con le persone, tra le persone. Quella che vuole conoscerle e conoscere le loro esigenze quotidiane. Quella che si fa carico dell&#8217;ascolto e, in maniera responsabile e condivisa, si fa carico di trovare soluzioni possibili per la vita quotidiana di tutti noi.</p>
<p> Inevitabilmente collegata alla vicinanza c&#8217;è l&#8217;idea di territorio, perché nella nostra regione abbiamo il più grande e importante centro d&#8217;Italia, Roma, ma il nostro impegno sarà portare in maniera sistematica servizi, benessere e opportunità sui diversi territori.</p>
<p> Dobbiamo valutare bene le caratteristiche, la storia, le vocazioni e le grandissime potenzialità di ogni territorio e di ogni comunità nella nostra regione. Dobbiamo far sì che i progetti e le aspettative di sviluppo di chi nasce e vive in provincia abbiano le stesse chance di realizzazione di chi vive a Roma o nei grandi centri.</p>
<p> Il nostro Lazio è un bacino di ricchezza, il nostro petrolio è costituito dalle bellezze paesaggistiche, delle nostre coste come dei nostri paesi dell&#8217;entroterra. Abbiamo un patrimonio artistico culturale che potrebbe divenire il traino di un&#8217;economia ricca e fiorente. Abbiamo centri di eccellenza nel campo della ricerca, nel campo della formazione universitaria, nel campo delle tecnologie per l&#8217;agricoltura.</p>
<p> Il Lazio, come dico spesso, tutto unito può essere il motore dello sviluppo dell&#8217;intero Paese.</p>
<p>E la terza parola è buonsenso, perché per risolvere i problemi dei cittadini, per dare sicurezza alle famiglie, per essere un vero e proprio trampolino di lancio per il futuro dei nostri giovani, per migliorare il tenore e la qualità della vita di migliaia di persone dobbiamo partire dalla loro quotidianità.</p>
<p> La Regione deve tornare ad avere un ruolo di programmazione strategica e di lungo respiro, ma questo non significa immaginare grandi rivoluzioni, magari grandi impianti o strutture che poi finirebbero per essere poche, congestionate e inevitabilmente inefficienti.</p>
<p> Sui nostri territori dobbiamo pensare a soluzioni possibili che vengono dal nostro buonsenso, dall&#8217;esperienza di ciascuno di noi, dalle difficoltà del giorno dopo giorno.</p>
<p>C&#8217;è una frase che mi piace ripetere spesso : Il futuro che vogliamo si costruisce dalla vita quotidiana.&#8221;</p>
<p><a title="Pietro Sbardella : 3 parolechiave per la campagna e per il governo della Regione" href="http://www.pietrosbardella.it/wp-content/uploads/2010/02/SBARDELLA_Pillola1.mp3" target="_blank">Scarica l&#8217;audio dell&#8217;intervista</a></p>
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