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	<title>Pietro Sbardella</title>
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	<description>Pietro Sbardella Sito Ufficiale</description>
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		<title>Grazie! Ora cambiamo la nostra Regione!</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Apr 2010 09:57:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Grazie a tutti voi.  Grazie a tutti gli amici e i sostenitori che mi sono stati vicini in questa lunga ed emozionante campagna elettorale e che hanno costruito insieme a noi questo importante successo, per me e per l&#8217;Unione di Centro. Il mio lavoro è già iniziato, il mio impegno per rappresentare tutti i 15.844 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie a tutti voi.  Grazie a tutti gli amici e i sostenitori che mi sono stati vicini in questa lunga ed emozionante campagna elettorale e che hanno costruito insieme a noi questo importante successo, per me e per l&#8217;Unione di Centro.</p>
<p>Il mio lavoro è già iniziato, il mio impegno per rappresentare tutti i 15.844 elettori che mi hanno scelto affinchè come guida per il governo della Regione Lazio vi sia la politica del buonsenso che ho sempre sostenuto, è già cominciato.</p>
<p>Da oggi lavorerò, insieme a tutta la Giunta, per trovare le soluzioni migliori per costruire un futuro di sviluppo e serenità per tutto il Lazio. Come ci hanno chiesto in questa campagna le famiglie della nostra regione, i tantissimi giovani che stanno lavorando per affrontare il loro domani, le tantissime associazioni di solidarietà che rendono più vivibile la quotidianità di migliaia di persone in difficoltà.</p>
<p>Insieme a tutti voi  e per tutti voi, da oggi, lavorerò per costruire una nuova Regione : ricca, aperta e vicina!</p>
<p>Grazie e buon lavoro a tutti noi.</p>
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		<title>Festa di chiusura della Campagna elettorale di Pietro Sbardella</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Mar 2010 16:34:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Giovedì 25 marzo ore 19,30 grande chiusura della campagna elettorale di Pietro Sbardella. Siete tutti invitati alle ore 19,30 al TENDASTRISCE in Via G. Perlasca, 69 ang. Via P. Togliatti a Roma. Interverranno l&#8217;on. Luciano Ciocchetti e Renata Polverini, concluderà Pietro Sbardella. A seguire buffet e spettacolo con l&#8217;orchestra Rumba De Mar del maestro A. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giovedì 25 marzo ore 19,30 grande chiusura della campagna elettorale di Pietro Sbardella.</p>
<p>Siete tutti invitati alle ore 19,30 al TENDASTRISCE in Via G. Perlasca, 69 ang. Via P. Togliatti a Roma.</p>
<p>Interverranno l&#8217;on. Luciano Ciocchetti e Renata Polverini, concluderà Pietro Sbardella.</p>
<p>A seguire buffet e spettacolo con l&#8217;orchestra Rumba De Mar del maestro A. Laurenti e cabaret con Dario Cassini.</p>
<p>Vi aspettiamo per concludere insieme questa grande avventura e darci appuntamento al Governo della Regione Lazio!</p>
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		<title>Adesso riportiamo al centro le proposte</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 10:42:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;unica via per vincere l&#8217;astensione e la diffidenza di alcuni cittadini è tornare a parlare di programmi, tornare a spiegare come vogliamo cambiare il futuro di questa regione, di quale prospettiva vorremmo dare al Lazio. Per questo, ora, dopo le vicende che hanno turbato questa prima parte della campagna elettorale, dobbiamo continuare a incontrare le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;unica via per vincere l&#8217;astensione e la diffidenza di alcuni cittadini è tornare a parlare di programmi, tornare a spiegare come vogliamo cambiare il futuro di questa regione, di quale prospettiva vorremmo dare al Lazio.</p>
<p>Per questo, ora, dopo le vicende che hanno turbato questa prima parte della campagna elettorale, dobbiamo continuare a incontrare le persone, a parlare con loro per capire quali siano le esigenze reali, le difficoltà che incontrano ogni giorno nel loro vivere.</p>
<p>E, ora più di prima, dobbiamo parlare loro nel nostro modo di fare politica, guardando e prospettando una regione che guidi in maniera strategica il futuro, che crei sinergie con gli enti locali e gli attori coinvolti sui territori, per creare un sistema organizzato ed efficiente, dalla sanità alle infrastrutture, dalla tutela della famiglia alle politiche di formazione e lavoro, dall&#8217;assistenza sociale alla cultura, dall&#8217;agricoltura al rilancio e la tutela delle piccole e medie imprese, artigiane e commerciali.</p>
<p>Adesso è il momento di portare al centro le proposte, di prendere impegni, di evidenziare ciò che nella Giunta Marrazzo non è stato fatto o, peggio ancora, è stato fatto male, secondo logiche ideologiche e partitiche, a difesa di un sistema che ha finito per collassare, un gigante dai piedi di argilla che ha finito per nuocere solo ai cittadini.</p>
<p>Riportare al centro le proposte oggi significa evidenziare le differenze tra Renata Polverini e Emma Bonino, per quanto riguarda la loro storia e il futuro che ci propongono. Le nette differenze sul concetto di difesa e promozione della vita, della famiglia così com&#8217;è riconosciuta dalla nostra Costituzione e dalle nostre leggi, sull&#8217;idea di lavoro e di welfare, sulla tutela dei diritti dei cittadini anche nella società della flessibilità e dei servizi, che non può divenire la società della precarietà e dell&#8217;assistenza assicurata solo a chi può permettersela.</p>
<p>Oggi più che mai vogliamo chiarire le nostre posizioni, impegnarci per un futuro in cui le decisioni strategiche della regione Lazio pongano al centro il benessere della vita dei cittadini e non rispondano a logiche da tifoseria ideologica.</p>
<p>Oggi dobbiamo chiarire come il governo regionale guidato da renata Polverini voglia vincere le sfide che, questo momento così delicato, pone ai nostri territori e dobbiamo farci portatori degli interessi delle persone che hanno diritto di vedere la propria regione crescere, così come le loro possibilità e le loro condizioni di vita.</p>
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		<title>Rilanciamo lo sviluppo del Comprensorio Sabatino</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 14:32:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[I diversi problemi evidenziati dall&#8217;incontro di sabato scorso su difficoltà e sfide del comprensorio a ridosso di Anguillara, Bracciano e dei paesi limitrofi, saranno una delle prorità della prossima Giunta Polverini e dei consiglieri UDC. E&#8217; importante riconsegnare a questa zona infrastrutture e servizi che rispondano alle esigenze dei cittadini e delle famiglie che abitano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I diversi problemi evidenziati dall&#8217;incontro di sabato scorso su difficoltà e sfide del comprensorio a ridosso di Anguillara, Bracciano e dei paesi limitrofi, saranno una delle prorità della prossima Giunta Polverini e dei consiglieri UDC.</p>
<p>E&#8217; importante riconsegnare a questa zona infrastrutture e servizi che rispondano alle esigenze dei cittadini e delle famiglie che abitano qui e che vogliono continuare a farlo crescere e sviluppare, come merita, seguendone la vocazione principalmente turistica.</p>
<p>Una sanità più capillare e vicina ai cittadini significa riqualificare l&#8217;ospedale di Bracciano, offrire i presidi di territorialità per assistere i cittadini in maniera comoda e tempestiva e ridurre il pendolarismo per casi meno gravi e prevedere un servizio di farmacia notturna per il comprensorio.</p>
<p>Occorre riprogettare, ascoltando le reali esigenze dei cittadini, la rete di collegamenti interni e quelli con la capitale, evitando le congestioni di traffico e ricostruendo una viabilità più scorrevole e sicura.</p>
<p>Il Comprensorio Sabatino deve riuscire a cogliere le sfide del futuro puntando proprio sulla sua importante e sotto utilizzata vocazione turistica. Tutto il territorio del Parco Naturale deve ancora vedere il suo pieno sviluppo e utilizzo, occorre pensare in maniera complessiva dei programmi per trasformare questo vero e proprio &#8220;petrolio&#8221; di cui si dispone,  in una ricchezza che porti benefici a tutta la popolazione.</p>
<p>Riorganizzare il turismo significa prevedere una serie di interventi, che uniscono quelli già citati, improntati a far sì che chi si trova a visitare Roma, possa allungare il proprio itinerario verso questi luoghi così ricchi di reperti storici, di risorse culturali e paesaggi e risorse naturali suggestive.<a href="http://www.pietrosbardella.it/wp-content/uploads/2010/03/Pietro_Anguillara_4.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-475" title="Pietro_Anguillara_4" src="http://www.pietrosbardella.it/wp-content/uploads/2010/03/Pietro_Anguillara_4.jpg" alt="" width="560" height="346" /></a></p>
<p>A questi turisti, però, occorre assicurare un servizio di alto livello, vanno perciò favoriti insediamente alberghieri in tutto il comprensorio, favorire lo sviluppo di servizi e puntare sulla formazione per i ragazzi, così che un servizio qualificato possa attirare una clientela sempre più ampia e dare un impulso all&#8217;occupazione e agli affari.</p>
<p>Quello che serve, dunque, al consorzio sono soluzioni di buonsenso che rispondano realmente alle esigenze dei cittadini e coniughino la vocazione turistica con le prospettive di sviluppo del mercato.</p>
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		<title>Una Regione a misura di famiglia</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 18:18:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;adesione al manifesto &#8220;Una regione a misura di famiglia&#8221; è l&#8217;occasione per ribadire l&#8217;impegno che da sempre ci contraddistingue per la tutela e la promozione della fondamentale e più importante cellula della nostra società. Il programma proposto dall&#8217;UDC per il Lazio segue due filoni: uno metodologico, che prevede di proporre programmi e azioni di riforma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;adesione al manifesto &#8220;Una regione a misura di famiglia&#8221; è l&#8217;occasione per ribadire l&#8217;impegno che da sempre ci contraddistingue per la tutela e la promozione della fondamentale e più importante cellula della nostra società.</p>
<p>Il programma proposto dall&#8217;UDC per il Lazio segue due filoni: uno metodologico, che prevede di proporre programmi e azioni di riforma che affrontino in maniera complessiva e sistemica i cambiamenti necessari alla nostra Regione.</p>
<p>L&#8217;altro è di tipo concettuale e vede protagonista proprio la famiglia. Siamo profondamente convinti che quando si parla di una sanità di prossimità, di politiche per gli affitti, di nuova edilizia popolare e di un sostegno per chi deve onorare le rate del mutuo anche in momenti di difficoltà, si parli di famiglia.</p>
<p><a href="http://www.pietrosbardella.it/wp-content/uploads/2010/03/una-regiona-a-misura11.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-459" title="una regiona a misura[1]" src="http://www.pietrosbardella.it/wp-content/uploads/2010/03/una-regiona-a-misura11.jpg" alt="" width="534" height="113" /></a></p>
<p>Crediamo che quando parliamo di infrastrutture che aiutino la mobilità delle persone che si muovono ogni giorno per andare a scuola, lavorare, curarsi, si parla dei bisogni della famiglia e dei suoi componenti. Quando parliamo di fonti energetiche e ambiente, parliamo del futuro delle nostre famiglie.</p>
<p>Il nostro impegno su questi temi  è sempre stato costante, con la stessa Renata Polverini, abbiamo combattuto la battaglia per il quoziente famigliare: un aiuto concreto per le famiglie numerose, per permettere di difendere il loro reddito di fronte alla crisi, proponendo tariffe speciali, sgravi fiscali e voucher per l&#8217;educazione e l&#8217;assistenza dei figli così come degli anziani. Un&#8217;aliquota che corregga i parametri dell&#8217;Isee dando la  possibilità di aiutare in maniera concreta ogni caso.</p>
<p>Ed ora è quello che proponiamo in Regione, un aiuto concreto perché non si chieda alle nostre famiglie solo di attutire i colpi di una crisi economica, divenendo praticamente l’unico ammortizzatore sociale universale e realmente efficace, ma dando loro respiro, dando la possibilità di sopravvivere e, soprattutto, ai giovani la forza e la fiducia per assumersi la responsabilità e vivere la gioia di formarne una propria.</p>
<p>La firma del manifesto &#8220;Una Regione a misura di famiglia&#8221; è un passo importante perché, come abbiamo sempre sostenuto,  le politiche per la famiglia devono andare oltre le logiche ideologiche e partitiche, devono applicare quella  politica di buonsenso che noi continuiamo a proporre su temi e provvedimenti che possono incidere in maniera così significativa sulla quotidianità di milioni di persone.</p>
<p>In questo, l&#8217;impegno delle associazioni si dimostra di giorno in giorno fondamentale, un aiuto che unisce professionalità e passione per offrire conforto e un aiuto reale nelle tantissime situazioni di difficoltà in cui le nostre famiglie possono trovarsi ogni giorno.</p>
<p>La scelta di creare una famiglia nasce dall’amore di un uomo e una donna, ma diventa una scelta di civiltà e responsabilità verso la società. Tutelare e promuovere questa cellula fondamentale significa tutelare e promuovere il futuro di tutti noi.</p>
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		<title>Prevenire l&#8217;usura stando vicino a famiglie e imprese</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 09:16:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Incontrando gli amici dell’Airp, l’associazione che da anni si occupa di dare sostegno e forza alle famiglie e alle imprese che sono cosiddette ” a rischio usura” o che hanno ceduto agli usurai e hanno trovato il coraggio di denunciare, si capisce subito che un fenomeno come questo è diffuso ed è drammaticamente presente proprio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Incontrando gli amici dell’Airp, l’associazione che da anni si occupa di dare sostegno e forza alle famiglie e alle imprese che sono cosiddette ” a rischio usura” o che hanno ceduto agli usurai e hanno trovato il coraggio di denunciare, si capisce subito che un fenomeno come questo è diffuso ed è drammaticamente presente proprio accanto a noi.</p>
<p>Aldilà dei numeri, che restano alti, che vedono le famiglie della provincia romana tra quelle più indebitate e più a rischio per la stretta creditizia operata dalle banche. Aldilà delle notizie sullo sforzo virtuoso operato dalle forze dell’ordine, proprio in febbraio è stata sgominata una rete di cravattari che imperversava nella zona dei Castelli Romani, grazie alle denunce dei cittadini e imprenditori vessati.</p>
<p>Aldilà di tutto questo c’è bisogno oggi di ascoltare e conosce le storie delle persone coinvolte per comprendere le cause e assumere degli impegni responsabili e tempestivi perché le famiglie e le imprese possano, proprio in un momento delicato come questo in cui la ripresa è un treno che ancora non è stato agganciato completamente, non debbano più sentirsi sole davanti alle difficoltà.</p>
<p>Affrontare il tema dell’usura, prevenendo le cause, significa impostare un sistema che sollevi le famiglie dalle spese che ogni giorno sono chiamate ad affrontare. Significa applicare concretamente il quoziente famigliare, attraverso un sistema di sgravi fiscali sull’IRPEF regionale che è la più alta d’Italia, assicurare una sanità e una rete di servizi di assistenza per anziani e disabili capillare e gratuita, significa predisporre dei fondi di garanzia per le giovani coppie che vogliono acquistare casa, significa assicurare percorsi di formazione per i giovani e sostenere le idee imprenditoriali, anche con un forte coinvolgimento e utilizzo sistematico dei fondi europei.</p>
<p>Stare accanto alle famiglie significa dar loro modo di avere un più facile accesso a un credito flessibile nel momento del bisogno e la Regione può e deve farlo, ponendosi come garante e come mediatore con gli istituti bancari.</p>
<p>Per far sì che i piccoli e medi imprenditori non debbano ricorrere agli usurai per mantenere in vita la propria attività, per far sì che questi possano investire e creare nuovo mercato e nuove opportunità di lavoro, la Regione deve divenire garanzia di un sistema di credito che torna a investire sul territorio. Le istituzioni devono tornare a essere mediatori perché le grandi banche, che progressivamente hanno abbandonato il nostro territorio spostando i centri amministrativi e operativi altrove, in seguito alle acquisizioni di questi anni, tornino a dare fiducia e forza alle aziende locali.</p>
<p>Il tavolo sull’emergenza credito, che proponiamo nel nostro programma e per il quale vogliamo impegnarci da subito, vuole proprio  ridisegnare il sistema del credito per le famiglie e le aziende, trovando un punto di incontro perché il peso della crisi economica non gravi solo sui risparmiatori e perché gli investimenti necessari per agganciare la ripresa non siano preclusi alle tante realtà poduttive.</p>
<p>L’usura è un dramma sociale che va affrontato con coraggio e con una strategia complessiva e lungimirante, attaccando le cause perché non si riproduca e assistendo le famiglie e le imprese che ne sono vittime.</p>
<p>Solo questo può dare la giusta fiducia a chi deve denunciare, senza paura, gli abusi, consapevole di non essere solo, grazie all’aiuto di Associazioni come l’Airp e soprattutto con la presenza delle istituzioni che devono avere una maggiore sensibilità e chiarezza nelle decisioni.</p>
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		<title>C’è bisogno di coraggio per cambiare la sanità nel Lazio, per tutelare i cittadini e programmare il futuro</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 13:54:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le visite alle strutture ospedaliere di questi giorni, ai centri di assistenza per disabili, gli incontri con gli operatori del settore: medici, infermieri, volontari e addetti amministrativi, ci parlano tutti di due cose fondamentali: la staticità e il peggioramento del sistema registrata negli ultimi anni e i danni prodotti e che si produrranno a seguito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le visite alle strutture ospedaliere di questi giorni, ai centri di assistenza per disabili, gli incontri con gli operatori del settore: medici, infermieri, volontari e addetti amministrativi, ci parlano tutti di due cose fondamentali: la staticità e il peggioramento del sistema registrata negli ultimi anni e i danni prodotti e che si produrranno a seguito della scellerata politica dei tagli.</p>
<p>Il nuovo governo regionale guidato da Renata Polverini avrà l’importante compito di chiudere l’inconcludente rimpallarsi delle cifre e delle responsabilità del debito, accertandone finalmente la cifra reale e accettare le sfide per il futuro che devono riguardare una riforma complessiva per migliorare il servizio ed eliminare le cause degli sprechi.</p>
<p><a href="http://www.pietrosbardella.it/wp-content/uploads/2010/03/La-salute-al-centro_31.jpg"></a>Cambiare un settore fondamentale che riguarda la salute dei cittadini impone scelte coraggiose, ma non possiamo e non vogliamo più tirarci indietro. Nell’ultimo importante incontro avuto con esperti, medici e operatori del settore “La salute al centro – Una nuova sanità per il Lazio” si è sottolineato proprio l’importanza delle sfide che ci attendono e la centralità di programmi che partano dalla risoluzione di problemi in maniera sistemica, complessiva e con criteri di razionalità e buonsenso.</p>
<p>Il programma dell’UDC, che abbiamo presentato a novembre 2009 dopo mesi di ascolto dei protagonisti, medici, associazioni di categoria, pazienti, propone un cambiamento coraggioso proprio dell’intero impianto della sanità nella nostra regione, definendo delle linee guida che riuniscano i tanti provvedimenti necessari.</p>
<p>I tre principali filoni su cui si muoverà l’azione della prossima Giunta dovranno essere:</p>
<p><a href="http://www.pietrosbardella.it/wp-content/uploads/2010/03/La-salute-al-centro_32.jpg"></a>La mappatura e la redistribuzione sul territorio regionale di ospedali, presidi di prossimità, centri per l’assistenza ai disabili e agli anziani, con una profonda riorganizzazione del sistema dei medici di famiglia. Il punto fondamentale è che gli ospedali devono divenire solo l’ultimo approdo, devono diventare delle eccellenze dedicate solo alle malattie gravi e alle operazioni chirurgiche. Per le patologie croniche, i disabili, gli anziani e per le patologie meno gravi, i cittadini devono poter contare su presidi vicini, facilmente raggiungibili e che conoscano la loro “storia medica” per diagnosi e cure più accurate.</p>
<p><a href="http://www.pietrosbardella.it/wp-content/uploads/2010/03/La-salute-al-centro_33.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-429" title="La salute al centro_3" src="http://www.pietrosbardella.it/wp-content/uploads/2010/03/La-salute-al-centro_33-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Per sostenere questo nuovo concetto di sanità, ispirato alla sussidiarietà orizzontale, si dovrà procedere con una riorganizzazione del sistema dei medici di famiglia e di ambulatori che gestiscano sul territorio i casi meno gravi, liberando i pronto soccorso che diverranno così meno costosi e più efficienti.</p>
<p>La seconda e importantissima linea si può sintetizzare nella Frase “fuori la politica dalla sanità”. La politica, la Regione nello specifico, deve occuparsi della programmazione, dell’analisi dei fabbisogni e nella ricerca di soluzioni coraggiose per il futuro. La gestione, invece, deve essere riconsegnata ai professionisti, nominati secondo criteri legati al merito, alla professionalità e alle comprovate competenze.</p>
<p>La sanità è uno di quei settori che coniuga due elementi molto importanti e delicati: soldi e salute dei cittadini. Perciò se la politica e gli affari, con la volontà di generare profitto e  consenso, finiscono per collocare persone in posti di rilievo con logiche politiche piuttosto che con logiche meritocratiche, non solo si perde efficienza del sistema, ma la  stessa <em>mission</em> della sanità, curare le persone, si perde, si confonde. Con buona pace, anzi nessuna pace,  da un lato per i pazienti  e dall’altro di medici, infermieri e operatori del settore  che pur volendo operare per il bene ed il meglio dei cittadini, trovano un muro di gomma che risponde a logiche altre e, proprio per questo, del tutto inutili per far funzionare la sanità nel Lazio.</p>
<p>Infine, il terso aspetto della riforma che proponiamo riguarda la riduzione del numero delle Asl per circoscrivere chiaramente ruoli e responsabilità.</p>
<p>Questa rivoluzione racchiude in sé un cambiamento concettuale riassumibile in questo modo: il servizio erogato ai pazienti deve rimanere pubblico e universale, così come sancito dalla nostra costituzione, ma le Asl si trasformeranno, verso l’esterno, in enti che acquistano i servizi, scegliendo con criteri di economicità, qualità ed efficienza, tra i diversi operatori, pubblici o privati accreditati.</p>
<p>Da qui l’esigenza di  rimodulare i criteri per l’accreditamento, dare loro stabilità e coerenza, procedere al riconoscimento delle strutture che soddisfano determinati parametri in maniera duratura, così da ampliare il numero degli operatori.</p>
<p>Una maggiore integrazione e implementazione del pubblico con il privato accreditato, fuori da restrizioni e veti ideologici, risolverebbe, per esempio, l’annoso problema delle liste d’attesa. Già oggi, infatti, se si mettessero nel sistema Recup tutte le strutture accreditate erogatrici di analisi, al posto dell’attuale 25%, i tempi di attesa sarebbero praticamente nulli.</p>
<p>Asl con maggiori autonomie però significa anche Asl che afferiscono a un sistema informativo e comunicativo centralizzato e aggiornato in tempo reale. Non possiamo più permetterci che Asl vicine, abbiano degli squilibri rilevanti per l’acquisto dei  materiali o delle prestazioni. Non possiamo più lasciare al lavoro umano, con fax e telefono, la ricerca urgente di un posto di terapia intensiva. Oggi la tecnologia e in particolare al rete ci può far immaginare un sistema integrato che trasformi le aziende sanitarie, da cittadelle autonome, ma isolate, a parti di una rete virtuosa di strutture che dialogano tra loro.</p>
<p>Quello che ci serve, dunque, è il coraggio di guardare al futuro, è il coraggio di decisioni condivise, senza ideologie e contrapposizioni partitiche, è il coraggio di ascoltare davvero le reali esigenze dei cittadini-pazienti e assumersi la responsabilità di proporre soluzioni possibili e condivise, che migliorino l’oggi e ci riconsegnino un futuro sereno per tutte le nostre famiglie.</p>
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		<title>Il Credito e le infrastrutture per essere vicini alle piccole e medie imprese</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 09:40:38 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>In un momento così delicato, in cui l’uscita dalla crisi economica mondiale si profila ancora debole e incerta,l’importante tessuto produttivo delle nostra regione, non va lasciato solo. Visitando in questi giorni due importanti aree industriali della nostra provincia, il Comprensorio di Roma Nord e la zona di Pomezia, si possono cogliere problemi e sfide comuni, che vanno affrontati insieme, la Regione come guida strategica accanto alle piccole e medie imprese che proprio ora devono trovare un sostegno chiaro e deciso. Guardando alle imprese, i dati attuali tracciano uno scenario che vede: • Aumento del costo delle materie prime. • Difficoltà finanziarie per piccole e medie imprese. • Contrazione di ordini sul mercato interno con conseguente diminuzione del fatturato. • Difficoltà di accesso al credito. • Riduzione di manodopera ed ore lavorate. • Incremento dei ricorsi alla cassa integrazione: ordinaria, straordinaria, in deroga. La chiusura di una impresa e’ un danno economico e sociale, dobbiamo agire in maniera decisa e tempestiva per non perdere queste sfide. La crisi è stata dura, molti hanno ceduto, producendo non solo un danno economico, ma un danno sociale. Non dimentichiamo che dietro ogni attività che chiude o passa seri periodi di difficoltà, ci sono, oltre alle perdite economiche, perdita di lavoro, quindi famiglie in difficoltà, c’è un impoverimento del tessuto sociale, con il rischio di abbandonare questi luoghi e pregiudicarne lo sviluppo futuro. Il consorzio di Roma Nord, per esempio, ha visto , specie negli ultimi anni, una considerevole crescita, fino a raccogliere oltre 200 aziende e 2.000 occupati che spaziano in diversi settori. La ricchezza di questa realtà è la presenza di artigiani e industrie, imprese commerciali e per i servizi, imprese a raggio locale e quelle di respiro internazionale. Abbiamo una realtà produttiva di estrema importanza per tutto il territorio regionale, ora dobbiamo sostenere questo tessuto rendendo tutta l’area efficiente anche con l’apporto di infrastrutture e servizi, che vadano dai collegamenti ai servizi quali quelli postali, un presidio medico, delle forze di sicurezza. Le aziende che si sono insediate in quest’area, spesso, non hanno usufruito di alcuna agevolazione, sostenendo oneri di insediamento rilevanti, è pertanto compito delle istituzioni assicurare almeno le migliori condizioni per mantenere qui il loro lavoro. Le istituzioni devono impegnarsi concretamente per sostenere queste realtà con un sistema infrastrutturale adeguato per non soffocare le imprese esistenti e per attirare nuovi investimenti e nuove imprese su questo territorio. Un’azienda e i suoi lavoratori devono trovare “comodo” e vantaggioso portare, spostare e mantenere le loro aziende sul territorio regionale. Ma come si può pretendere questo da imprenditori e lavoratori se oggi sembra impossibile potenziare la rete elettrica o accedere alla banda larga? Sono servizi divenuti essenziali per lo sviluppo, non possiamo continuare a procrastinare un impegno concreto e una progettazione complessiva e sistemica di questi servizi. È fondamentale, poi, sostenere le imprese con una nuova cultura del credito per aiutare le aziende in difficoltà a sopravvivere e mantenere il livello occupazionale, per favorire gli investimenti su ricerca e tecnologia per aiutare queste aziende alla competizione internazionale e per aprire a nuovi poli, magari guidati da giovani brillanti che possano sviluppare le loro idee e proporre nuove produzioni anche per questo territorio. Dobbiamo anche farci carico di offrire una maggiore conoscenza e formazione alle Imprese in materia di credito per creare una nuova cultura in merito. Alcuni studi recenti del Consiglio Regionale dell’Economia e del Lavoro del Lazio, hanno prodotto l’idea di una “Scuola di formazione regionale sul credito”, che abbia come obiettivo la realizzazione di un progresso sociale attraverso il contributo di tanti e diversi attori. Questa formazione diventa fondamentale, per esempio, per accedere ai fondi messi a disposizione dall’Europa. Questi soldi ci sono e noi dobbiamo mettere in grado le nostre aziende, i nostri ragazzi che vogliono creare nuove imprese di accedervi, senza perdere importanti occasioni, magari imbrigliati in formulari difficili da comprendere e compilare senza una preparazione specifica o, peggio ancora, in lungaggini burocratiche. Da tempo portiamo avanti l’idea dell’istituzione di un Tavolo per l’emergenza Credito, che miri a creare sinergie tra Enti Locali, Camere di commercio, Confidi, Istituti bancari, per rafforzare i fondi di garanzia, cercare di accelerare i tempi di pagamento della Pubblica Amministrazione e poter aprire gli Sportelli provinciali di “emergenza credito” a sostegno delle piccole e medie imprese. Le difficoltà del nostro sistema produttivo, le nostre piccole e medie imprese, dagli artigiani alle industrie, dalle ditte individuali a quelle di servizi, devono essere affrontate e la Regione deve divenire sostegno strategico attraverso un continuo dialogo per individuare necessità e bisogni e trovare le soluzioni possibili perché si possa vincere la sfida con il futuro e lanciare la nostra regione verso un futuro di sviluppo.</p>
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		<title>L&#8217;assistenza al centro dell&#8217;aiuto alle famiglie con persone affette da disabilità</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 18:10:58 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Salute]]></category>

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		<description><![CDATA[Il centro dell&#8217;Anffas Onlus di Ostia &#8211; Associazione nazionale famiglie di persone con disabilità intelelttiva e/o relazionale è un esempio per il nostro territorio. All&#8217;umanità. l&#8217;impegno e la responsabilità degli operatori e dei volontari, deve seguire un altrettanto impegno delle istituzioni perchè questa realtà possa continuare al meglio la sua opera. Gli ospiti del centro e le loro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il centro dell&#8217;Anffas Onlus di Ostia &#8211; Associazione nazionale famiglie di persone con disabilità intelelttiva e/o relazionale è un esempio per il nostro territorio.</p>
<p>All&#8217;umanità. l&#8217;impegno e la responsabilità degli operatori e dei volontari, deve seguire un altrettanto impegno delle istituzioni perchè questa realtà possa continuare al meglio la sua opera.</p>
<p>Gli ospiti del centro e le loro famiglie devono poter godere di tutto l&#8217;appoggio delle amministrazioni locali per ricevere le giuste cure e attenzioni, per questo, dopo la visita di questa mattina, l&#8217;on. Ciocchetti e Pietro Sbardella, hanno deciso di sottoscrivere la proposta di collaborazione per la tutela dei ragazzi, delle loro famiglie e degli operatori dell&#8217;Anffas di Ostia.</p>
<p>Serve innanzitutto il recupero dell&#8217;8% tagliato per il 2009 a tutti i centri, oltre al recupero dei valori Istat per la rideterminazione delle tariffe, ferme al 1999</p>
<p>Bisogna attuare un sistema di compartecipazione al costo delle famiglie, applicando i criteri del quoziente familiare, il che significa l&#8217;esenzione per i nuclei familiari in difficolta&#8217;. Oltre a questo, e&#8217; importante utilizzare i fondi speciali per i centri ex Art. 26 che creano soggetti riabilitati abili al lavoro, e impiegare i medici di famiglia come strumento per misurare la domanda riabilitativa nel Lazio.</p>
<p>Il centro dell&#8217;Anffas di Ostia a oggi raccoglie la domanda, sempre crescente, di tutto il litorale e non solo. L&#8217;intento è quello di poter fornire mezzi, strutture e personale in grado di poter rispondere mantenendo il livello alto del servizio prestato e di poter soddisfare le tantissime domande che ancora devono essere soddisfatte.</p>
<p>L&#8217;importanza di questi centri nel nostro territorio è fondamentale, proprio perchè le patologie degli ospiti richiedono un&#8217;assistenza molto particolare che unisce alla professionalità, l&#8217;umanità e la predisposizione degli operatori.</p>
<p>E&#8217; nostro compito assicurare le condizioni migliori per il loro lavoro, perchè si possa puntare a una vera riabilitazione delle persone e, in alcuni casi, favorire un loro reintegro, anche se parziale, nella vita della comunità.</p>
<p>La politica che parla alle famiglie, quel buonsenso che caratterizza la proposta dell&#8217;Udc e di Pietro Sbardella, deve guardare a queste situazioni con particolare riguardo e impegnarsi perchè possano trovare una rete di servizi e assistenza sul territorio sempre più qualificata e diffusa, pronta alla soddisfazione delle necessità degli ospiti e di chi sta loro vicino con amore e dedizione.</p>
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		<title>La casa al centro della tutela per le famiglie</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 11:52:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un&#8217;abitazione dignitosa per tutte le famiglie è un fondamento del programma per il governo della Regione Lazio dell&#8217;Udc. I dati che si susseguono continuano a parlare di un&#8217;emergenza di incredibili dimensioni e di soluzioni che non riescono a gestire l&#8217;immediato e sembrano dei timidi palliativi per il futuro. La Regione Lazio dovrà, invece,  impegnarsi in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un&#8217;abitazione dignitosa per tutte le famiglie è un fondamento del programma per il governo della Regione Lazio dell&#8217;Udc.</p>
<p>I dati che si susseguono continuano a parlare di un&#8217;emergenza di incredibili dimensioni e di soluzioni che non riescono a gestire l&#8217;immediato e sembrano dei timidi palliativi per il futuro. La Regione Lazio dovrà, invece,  impegnarsi in maniera convinta per affrontare il tema mettendo al centro le esigenze dell&#8217;oggi e un piano strutturale perchè non si arrivi più a tali livelli di disagio per migliaia di cittadini.</p>
<p>Il centro di ricerca Cresme diffonde dati allarmanti, 58 mila le famiglia in cerca di nuova o prima abitazione. Ma è scandagliando e approfondendo i dati che emergono le situazioni più preoccupanti: <strong> 36.600 famiglie non sono più in condizione di pagare il canone d’affitto e </strong><strong> 4.200 non sono in grado di pagare la rata del mutuo.</strong></p>
<p>Il piano casa nazionale si sta rivelando un flop, di difficile applicazione: laddove non vi sono vincoli paesaggistici, i cittadini non sono messi in grado di applicare le norme previste.</p>
<p>Chi volesse procedere all&#8217;ampliamento del 20% previsto per le abitazioni, deve occuparsi anche del riassesto di tutto l&#8217;edificio. Questi costi sono ovviamente eccessivi affrontati da una singola famiglia.</p>
<p>Considerando poi che l&#8217;88% del patrimonio mobiliare della nostra regione è inserito in condomini, oltre alla norma precedente, viene meno anche la convenienza per chi volesse procedere a demolire e ricostruire degli stabili: in questo caso l&#8217;ampliamento consentito è del 35%, troppo poco per sostenere i costi di demolizione, ricostruzione e alloggio temporaneo durante i lavori.</p>
<p>Un piano così immaginato non significa dunque affrontare l&#8217;emergenza dell&#8217;immediato, né porre delle serie basi per uno sviluppo futuro. La politica che passa per il buonsenso e per le esigenze reali dei cittadini deve offrire altre soluzioni.</p>
<p>La Regione deve farsi carico di questa progettualità, ponendo in essere programmi più ampii e che coinvolgano in maniera virtuosa privati e istituzioni, che amplino le possibilità ai cittadini di trovare una soluzione e riaprano il mercato.</p>
<p>Non bisogna sottovvalutare che il problema casa non riguarda più, solamente, famiglie con reddito molto basso, ma cresce in quella fascia di popolazione che non riesce a pagare gli affitti, tra chi non riesce a onorare al rata del mutuo o tra chi un mutuo, e si tratta soprattutto di giovani coppie, un mutuo non riesce nemmeno ad accenderlo per mancanza di garanzie valide per gli istituti di credito.</p>
<p>La questione va dunque affrontata in maniera più organica: dapprima occorre risolvere i problemi dei possibili morosi, attuali e futuri, prevedendo una nuova politica di affitti calmierati, soprattutto per famiglie in difficoltà, magari monoreddito e con figli a carico.</p>
<p>Occorre poi sostenere le giovani coppie e le famiglie che hanno un reddito che le pone fuori dalle soluzioni di edilizia pubblica, ma vivono forti difficoltà dato il momento di crisi e non possono, pur avendo un reddito medio e magari qualche risparmio, affrontare le spese dell&#8217;acquisto di una casa a parametri di mercato.</p>
<p>Dunque, una reale e decisa politica di social housing,  che ponga la Regione come garante e spinga una maggiore collaborazione tra pubblico e privato, permetta un accesso all&#8217;acquisto con nuove forme di garanzia, agevolazioni fiscali e forme di finanziamento sostenibili per chi vuole investire in questo che è un bene di primaria importanza.</p>
<p>Per tutelare seriamente la famiglia e le giovani coppie, per riportare serenità e fiducia  tra i cittadini del Lazio, in un momento in cui si cerca di uscire da una crisi che ha provato fortemente tutte le fasce della popolazione, occorre essere concreti, proporre soluzioni di buonsenso, aldilà delle barricate ideologiche e porre al centro il benessere e la qualità della vita di tutti i cittadini.</p>
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