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Il litorale laziale al centro dello sviluppo della regione


Il litorale laziale ha moltissime potenzialità ancora oggi inespresse, per farlo diventare uno snodo importante della crescita e dello sviluppo del Lazio occorre programmare interventi sulle infrastrutture, sull’offerta turistica e rilanciare l’economia del mare.

I dati del Rapporto 2010 sullo sviluppo socio-economico del litorale laziale, pubblicati in questi giorni, disegnano uno scenario ambivalente e quasi in attesa. La popolazione cresce, negli anni dal 2003 al 2008, di oltre l’11% sfiorando il milione di persone, tra il 2005 e il 2007 il turismo è cresciuto del 23,6%. Dati che sembrerebbero incoraggianti se non fossero controbattuti da una situazione delle infrastrutture e dei servizi che non corrisponde alle esigenze e alle aspettative della popolazione e dell’economia locale.

Sono inadeguate, per efficienza e quantità, le infrastrutture di trasporto verso il mare, i collegamenti regionali e con i centri maggiori, il settore alberghiero, strutture e servizi. Il settore della nautica da diporto, per esempio, è ancora sotto dimensionato rispetto alle opportunità: l’industria navale non è riuscita a conquistare un ruolo strategico a livello internazionale e i posti barca sono del tutto insufficienti.

La progammazione è ancora carente e non riesce a soddisfare a pieno le richieste né, tantomeno, progettare uno sviluppo e una crescita futura.

Occorre ripensare in maniera complessiva tutto il sistema, con una più stretta collaborazione e programmazione, laddove possibile, tra i diversi enti e gli operatori, una sinergia tra pubblico e privato che dimensioni correttamente gli investimenti e collochi le risorse in un piano complessivo.

Valorizzazione dei centri culturali, delle bellezze naturali, tutela e promozione del paesaggio e dei centri marittimi, prevedere un’offerta specifica, dislocare servizi sul territorio e promuovere una formazione mirata afficnhè l’offerta turistica sia sempre più qualificata e attiri anche turisti provenienti da altre regioni e dall’estero, sono gli interventi di maggiore urgenza e che possono proiettare concretamente nel futuro.

Il turismo, può divenire, una vera e propria miniera d’oro per il nostro litorale, ma l’economia del mare può avere anche altri importanti settori di crescita. Oltre alla ricchezza e al lavoro che possono essere prodotti dall’investimento su infrastrutture, strutture alberghiere e sull”intera industria culturale, immagino anche al recupero e alla crescita di settori quali la cantieristica navale, come dicevo, o la pesca.

In questo settore occorre aiutare in maniera decisa gli operatori, oggi, in grave difficoltà. Basti pensare ai moltissimi pescatori che, nella zona di Torvajanica, sono impossibilitati a uscire con le barche a causa dell’avanzamento del mare, che ha “mangiato” le spiagge, e dalla mancanza di banchine e moli attrezzati per portare le imbarcazioni in mare.

Un grande sforzo da compiere è quello legato alla ridefinizione della rete per gli spostamenti, per agevolare i turisti. ma  soprattutto per venire incontro alle esigenze delle migliaia di cittadini che ogni giorno gravitano intorno ai centri più grandi, Roma in primis. Per questo i nostri punti fondamentali per la riqualificazione di questi territori riguardano la sistemazione e progettazione delle grandi vie di comunicazioni, Corridoio Tirrenico, da Fiumicino a Formia, in primo luogo, una rete metropolitana regionale, in aggiunta alle ferrovie regionali  e la “metropolitana del mare” .

La Regione deve farsi carico di questa programmazione complessiva, impegnandosi concretamente perché tutti gli interventi rientrino in un piano che riorganizzi il sistema e punti in maniera decisa sulle vocazioni e le opportunità che il nostro litorale può offrire, pensando ai turisti e ai residenti.

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Lo sport al centro della cultura e dello sviluppo dei territori


Incontrando gli amici dell’Endas – associazione di promozione sportiva sul territorio,  è stato importante ricordare non solo l’importanza culturale della pratica sportiva che è fondamentale in ogni fase della vita, ma anche come l’ambito delle attività sportive si concatenato a moltissimi settori della vita della società e dei territori.

Lo sport tiene lontani i più giovani da devianze sociali, trasmette dei  valori importanti, contrappone al facile arrivismo una cultura della competizione regolata da lealtà e norme precise.

Lo  Sport, “nell’accezione più nobile della parola, è un servizio per tutti i cittadini della regione, momento di formazione e crescita per i giovani, fattore di integrazione e socializzazione per l’intera popolazione”, come abbiamo scritto nei nostri programmi.

Dunque, possiamo tenere fuori lo sport quando parliamo di tutela e promozione della famiglia? Io credo che ogni ragazzo debba avere la possibilità di fare sport o come attività ludica o a livello agonistico. Credo sia un bisogno di tutti i ragazzi e credo faccia molto piacere anche a noi genitori vederli impegnati in queste attività.

Per avvicinare i ragazzi, poi, Occorre favorire l’introduzione dell’attività motorie e ludico – sportiva nelle Scuole dell’Infanzia e Primarie, dare maggiore risalto all’attività sportiva scolastica nella Scuola Secondaria di primo e secondo grado, valorizzando l’attività interna agli Istituti e le fasi provinciali e regionali dei

Giochi Sportivi Studenteschi.

E ancora non possiamo pensare allo sport quando parliamo di lavoro? Mi riferisco proprio alle associazioni sportive, delle palestre e di tutto un mondo che del fitness e degli sport singoli e di squadra hanno fatto una qualificata attività professionale.

Non dobbiamo pensare allo sport e ai luoghi dove poterlo  praticare quando immaginiamo l’organizzazione urbanistica delle nostre città? Se veramente vogliamo dare respiro e sviluppo a questo importante settore, dobbiamo assicurare una “casa” per ogni associazione sportiva e pensare di inserire nei nuovi piani urbanistici, gli impianti sportivi come opere di urbanizzazione primaria. Questo significa che saranno considerati come le scuole, le chiese e le caserme di polizia. Solo così potremo avere una diffusione di un progetto standard, che faccia quindi diminuire i costi di costruzione e gestione, che integri le strutture nel territorio anche a livello architettonico.

Pensando sempre al rapporto sport e territori, molto potrà fare il volontariato sportivo nel Lazio. La Regione potrà favorire l’impiego di tali energie per l’affidamento di spazi verde e parchi, che diverranno le “nuove piazze” della nostra società. Si garantirebbe un miglior controllo del territorio ed un suo uso a scopi sociali.

Dobbiamo poi assicurarci che la promozione e la progettazione di nuovi impianti intervenga davvero a favore di tutti gli operatori del settore, favorendo nuovi modelli di gestione condivisa.

La Regione deve incrementare , per esempio tramite la b.i.l., la creazione di un fondo di garanzia per il credito a consorzi e associazioni per l’acquisto delle aree, la creazione di nuovi impianti o l’ammodernamento di quelli esistenti, pensando anche a un ampliamento dell’offerta in ordine alle discipline.

Dobbiamo immaginare anche di poter destinare strutture pubbliche in disarmo, quali caserme vuote o scuole inutilizzate per compattare le sedi regionali e provinciali dei comitati degli enti di promozione e federazioni sportive . Questo porterà un sensibile risparmio di risorse economiche e una maggiore coesione e interrelazione tra le forze sportive del territorio.

E quando parliamo di impianti nuovi ed efficienti, moderni e sicuri non pensiamo anche alla tutela della salute di chi lo sport pratica? Per questo tra le nostre proposte parliamo di dotare  ogni impianto sportivo anche delle  necessarie attrezzature per un soccorso adeguato in caso di bisogno.

Ma come dicevo prima, per realizzare questa promozione dello sport, non illudiamoci, servono anche i giusti fondi. Mi viene un paragone, scusate se ardito, con la sanità. Ma anche in questo campo vanno

Lo sport è un valore e la sua funzione sociale è prevista appositamente nello Statuto della Regione e  deve essere valorizzata prevedendo contributi adeguati.

Lo sport è una grande opportunità ed è correlato allo sviluppo in diversi campi, non ultimo quello turistico.  Questa voce è nel Lazio una comparto importante dell’economia e lo sport può dare il suo contributo per un ulteriore espansione potenziando lo sviluppo turistico attraverso manifestazioni sportive.

L’abbinamento Sport e Turismo risulterebbe quasi naturale, tenendo conto che qualunque organizzatore di eventi di carattere nazionale sarebbe lieto di portare iniziative sul nostro territorio. Occorre favorire tale linea di tendenza, con la costruzione di strutture, connettendola alla ricettività alberghiera.

E a tal proposito sono contento che la nostra candidata presidente, Renata Polverini, proprio in questi giorni abbia confermato anche l’impegno suo e della Regione a favore delle Olimpiadi di Roma del 2020.

Credo che la novità costituita dalle nostre proposte per questo settore  sta proprio nel ruolo strategico che   vogliamo assegnare  allo sport che, interagendo con altri settori della politica regionale, diviene finalmente motore di aggregazione sociale e strumento educativo.

Il passaggio finale scritto sul nostro programma, proprio sullo sport, voglio tenerlo sempre  presente durante il mio impegno in Consiglio Regionale: “Con lo sport ci si allena alla vita e al suo rispetto. È questo il primo valore che dobbiamo fare nostro,  in modo che la Regione trasmetta soprattutto ai cittadini più giovani.”

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I cittadini e il territorio al centro dei nostri programmi


L’occasione dell’aperturala sede dell’Udc del VII Municipio a Torre Angela, uno dei quartieri più popolati e importanti della città, è servita per ribadire l’impegno del nostro partito di essere un nuovo punto di riferimento per la cittadinanza.

Abbiamo scelto di fare campagna elettorale tra le persone, incontrandole, andandole a cercare sui loro luoghi, dove ogni giorno vivono e dove ogni giorno si manifestano le loro difficoltà.

E le aperture di sedi come quella di Torre Angela, saranno importante anche dopo la tornata elettorale.

Per essere degni rappresentanti di ogni singolo voto ricevuto, per essere dei bravi ed efficienti amministratori non dovremo mai dimenticare  il collegamento e il rapporto costante con il territorio e con le persone che lo abitano.

Il nostro partito nasce con questa idea di politica, fuori dai contenitori ormai vuoti della destra e della sinistra, una politica moderata e di buon senso può avere forza di governo solo se conosce i cittadini, ascolta le loro reali esigenze, se ne fa carico e propone e porta avanti soluzioni possibili e concrete.

Per mettere al centro i cittadini, riportiamo la politica sul territorio e da qui facciamola ripartire. Come hanno  ricordato oggi, all’apertura del comitat,o  Luciano Ciocchetti, Pier Ferdinando Casini e Renata Polverini, le persone non vivono di spot, sulla famiglia, sulla sanità, sul lavoro e la formazione dei giovani, sulla cultura, sulle infrastrutture, non si può più andare avanti con grandi proclami che vengono poi smentiti o peggio ancora con progetti che poi si bloccano al cambio delle amministrazioni.

Dobbiamo farci carico delle esigenzae e delle richieste dei cittadini, dobbiamo star loro vicini nei quartieri, nelle scuole, sui luoghi di lavoro, perchè possano trovare nel nostro partito un punto di riferimento e un luogo concreto dove poter discutere, farsi ascoltare, avere prova e valutare l’operato delle persone che hanno scelto e a cui hanno affidato il governo.

L’impegno di tutta l’Unione di Centro e mio personale quando ho accettato la candidatura è proprio quello di immaginare soluzioni che partano dalla quotidianità  dei cittadini e abbiano l’obiettivo di migliorare la qualità del futuro passando per la vita di tutti i giorni.

Quando parliamo di sanità, parliamo di presidi territoriali e di togliere la politica dalle nomine di primari e amministratori, per un servizio più vicino ed efficiante, quando parliamo di famiglia, parliamo di più asili nidi nei quartieri, più agevolazioni fiscali, più possibilità per tutti i bambini e ragazzi: da quelle formative a quelle sportive a quelle culturali.

Quando parliamo di infrastrutture, parliamo di collegamenti più puntuali, metro, autobus e treni più puliti, più frequenti e che raggiungano capillarmente tutto il territorio, per agevolare la vita di chi si sposta ogni giorno per la scuola, per curarsi, per il lavoro.

Tutto questo ha un senso, tutto questo può portare a risultati concreti e cambiare davvero la nostra regione se parte dall’ascolto dei cittadini.

Perchè come ripeto spesso, spiegando cosa intendo con la politica del buonsenso, o la politica è quella che si fa tra le persone, o semplicemente non è.

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Per dare forza alla ripresa rimettiamo al centro il credito alle imprese


Proprio ora che i deboli segnali di ripresa dovrebbero essere incoraggiati la nostra regione risulta maglia nera nei prestiti bancari: diminuisce il credito alle imprese con più di 20 dipendenti  e aumenta quello alle famiglie e ai piccoli imprenditori. Non è una buona notizia, indica ancora la fragilità dell’economia e il bisogno di non strozzare le richieste di aiuto.

Ho letto i dati del terzo trimestre 2009 sulle economie regionali, fornite dalla banca d’Italia, e rimango convinto del fatto che il credito alle imprese, in questo periodo, sia  una leva importantissima per sostenere l’economia, per riattivare le attività sui territori e aiutare le imprese a sopravvivere e investire per il futuro, scongiurando chiusure che aggraverebbero la già delicata situazione del lavoro.

Per la nostra regione è  urgente creare un vero e proprio tavolo di confronto sull’emergenza credito, che crei sinergie e faccia collaborare imprese, camere di commercio, istituzioni e istituti bancari per rafforzare i fondi di garanzia e accelerare i tempi di pagamento delle pubbliche amministrazioni.

Occorre dare impulso alla BIL- Banca Impresa Lazio, indispensabile per sostenere le piccole e medie imprese e riportare piccoli e grandi istituti bancari a investire sul territorio, sulle imprese locali, pratica,  che dopo il riassesto dei grandi gruppi bancari in Italia, mi sembra sia venuto a mancare.

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